Emergono nuovi elementi di discussione dall’ambiente Fanfulla. Il vicepresidente Enzo Tufo ha rilasciato nuove dichiarazioni riguardanti rapporti controversi con il comune e progetti futuri. Di seguito un breve riassunto dei vari argomenti trattati.
Rapporto critico tra società e amministrazione comunale
Il vicepresidente ha sottolineato la volontà di voler investire nel settore giovanile e migliorare le strutture sportive. Tuttavia ha parlato di un’assenza di supporto dal Comune. Enzo Tufo ha raccontato di problemi economici fin dall’arrivo della nuova proprietà. In particolare, ha messo in luce alcune richieste del Comune relative a pagamenti riferiti però a gestioni precedenti. Nonostante le difficoltà, la società ha inizialmente evitato polemiche cercando di risolvere i problemi ereditati, ma la situazione è peggiorata con ulteriori richieste del Comune. Per questo la dirigenza ha preso una posizione netta: chiedendo rispetto e condizioni adeguate per poter operare.
Dalle dichiarazioni del vicepresidente è emersa inoltre una richiesta da parte di un assessore di cedere parte degli spazi sportivi a un’altra società, richiesta rifiutata dal Fanfulla per mancanza di disponibilità.
La richiesta dell’assessore
Il vicepresidente in seguito ha analizzato in maniera più dettagliata la richiesta dell’assessore. In particolare, Enzo Tufo ha messo in evidenza un aspetto: la comunicazione del dirigente sottolineava infatti che l’amministrazione, in caso di mancata accettazione, avrebbe potuto applicare un articolo della convenzione che prevedeva la risoluzione parziale e quindi la sottrazione del campo. Il vicepresidente ha dichiarato che il Fanfulla non ha ritenuto corretta questa situazione.
Nonostante le difficoltà, Enzo Tufo ha sottolineato di non aver voluto creare uno scontro con l’amministrazione, ma di essere stato costretto a tutelare gli interessi della società, dei tesserati e soprattutto del settore giovanile, che coinvolge centinaia di ragazzi. Ha evidenziato il lavoro svolto, ricordando che diversi giovani sono passati a società professionistiche, e ha criticato la mancanza di comunicazione, presenza e sostegno concreto da parte del Comune.
Per quanto riguarda le strutture, ha spiegato che, dopo una prima proroga delle concessioni conforme al regolamento, la società è riuscita inizialmente a mantenere i propri spazi anche opponendosi alla perdita di un campo. Tuttavia, ha evidenziato che successivamente, nel rinnovo delle convenzioni, il Comune ha comunque deciso di sottrarre quel campo, costringendo la società ad accettare soluzioni parziali pur di proseguire l’attività. Questo ha comportato difficoltà organizzative e ha reso incerta la programmazione sportiva
Problematiche a livello contrattuale
Il vicepresidente ha messo poi in evidenza un improvviso e ingiustificato mutamento delle condizioni contrattuali di una proroga, sempre riguardo alla gestione dei campi, da parte del Comune di Lodi dopo l’iniziale comunicazione. Questa ‘azione’, secondo Enzo Tufo ha evidenziato una disparità di trattamento rispetto ad altre società sportive. La società è stata costretta a ricorrere a via legali, ma non è riuscita a ottenere soluzioni rilevanti.
Oltre alle critiche politiche e ai ritardi tecnici (come sulla sicurezza della tribuna), il vicepresidente ha messo in evidenza altri problemi, come una sorta di isolamento del Fanfulla. Nonostante l’assenza di dialogo, la società ha presentato il 31 gennaio un piano di investimenti privati per riqualificare gli impianti “Sala” e “Piedosena” (incluso un campo sintetico). Il persistente silenzio del Comune, durato oltre due mesi, ha spinto il club a rendere pubblica la propria opposizione, supportata da prove documentali.
La richiesta del Fanfulla
Il vicepresidente ha quindi messo luce sulla richiesta del Fanfulla: un incontro urgente e una collaborazione trasparente con l’amministrazione comunale di Lodi. La società ribadisce la ferma volontà di restare in città, ma reclama strutture adeguate al proprio blasone, sottolineando come l’attuale precarietà costringa le squadre ad allenarsi in numerosi comuni limitrofi.
Enzo Tufo ha rimarcato la crescita del vivaio, passato da 80 a oltre 300 tesserati, come prova del valore sociale e sportivo del club sul territorio. In conclusione, il vicepresidente ha esortato il Sindaco e l’Assessore allo Sport a superare eventuali attriti personali per fare il bene dei ragazzi e programmare insieme il futuro del Fanfulla.
Debiti? Il vicepresidente respinge le accuse
Il vicepresidente ha poi respinto le accuse sui debiti del Fanfulla, attribuendone la responsabilità alla gestione precedente di cui Gianmario Invernizzi (attuale consigliere comunale) è stato figura centrale come vicepresidente e direttore generale fino al 2020. Documenti alla mano, il vicepresidente ha messo in mostra come i debiti verso il Comune siano maturati proprio negli anni in cui Invernizzi aveva delega alla firma insieme all’ex presidente Barbati.
A prova di una gestione problematica, cita inoltre una diffida del 2018 firmata dal sindaco Casanova per violazioni della sicurezza e inopportuni comportamenti politici durante le gare. In conclusione, il vicepresidente, come voce della società attuale, ha rivendicato di aver ereditato una situazione critica causata da chi oggi muove critiche, ribadendo che la politica dovrebbe restare fuori dalla società sportiva per rispettarne lo statuto apolitico.
I responsabili dei problemi finanziari del Fanfulla
Il vicepresidente ha quindi indicato Gianmario Invernizzi (ex direttore generale) e l’ex presidente Barbati come principali responsabili del dissesto finanziario del Fanfulla, descrivendo una gestione caratterizzata da debiti erariali, utenze non pagate e irregolarità negli incassi di biglietteria e bar. Enzo Tufo ha dichiarato di essere stato truffato personalmente da Barbati attraverso la vendita di società inesistenti (vicende per le quali Barbati avrebbe già perso diverse cause legali), e rivendica di aver salvato altri sponsor da simili raggiri.
Il vicepresidente ha evidenziato come, a seguito della scoperta di tali mancanze e di una penalizzazione sportiva di 4 punti, il Consiglio Direttivo abbia deliberato nel 2023 l’esclusione definitiva di Barbati e dei suoi soci. Pertanto, Enzo Tufo ha sottolineato come l’attuale dirigenza neghi categoricamente ogni possibilità di ritorno per Invernizzi e Barbati, ribadendo la necessità di una guida seria e trasparente per il bene della società e dei tifosi.
Gestione errata da parte della passata società
Il vicepresidente ha infine messo in evidenza una gestione sbagliata di Luigi Barbati, basata sull’appropriazione indebita di incassi (bar, lotterie, abbonamenti e quote giovanili) e sulla creazione di un debito erariale di circa 400.000 euro. Enzo Tufo ha messo in evidenza anche la mancata consegna dei libri contabili, l’erogazione di stipendi non pagati (come nel caso del calciatore De Angelis) e l’accensione di prestiti e contratti mai autorizzati dal direttivo.
Enzo Tufo ha rivendicato di aver salvato il Fanfulla dal fallimento certo nel 2023 attraverso finanziamenti personali e l’iscrizione in Serie D. Ha quindi annunciato una ristrutturazione radicale della società: dopo l’esclusione di Barbati, Invernizzi e dei loro soci, il nuovo corso è ripartito dai dirigenti Claudio Michelis e Gabriele Brescianino.
Claudio Mallamace