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Accademia Pavese Eccellenza, l’impresa di mister Gaudio: “Emozioni continue. I meriti vanno divisi tra tutti”

Un’impresa che sembrava quasi impossibile, ma con forza e perseveranza, alla fine, l’Accademia Pavese è riuscita a strappare la salvezza diretta in Eccellenza e rimarrà in categoria per il nono anno consecutivo. Una stagione complicata e difficile, che alla fine è stata risollevata grazie alla mano di Gianluca Gaudio, traghettatore dei biancorossi e artefice di un’impresa sportiva emozionante. Il passo da direttore generale a mister sembrerebbe essere ampio, ma così non è stato per Gaudio, che si è subito calato nella parte riuscendo alla fine a compiere una grande impresa tagliando il traguardo anche con qualche giornata d’anticipo.

Mister, credevi fin dall’inizio nella salvezza diretta?

“Devo essere onesto, all’inizio non era l’obiettivo ma penso sia logico. Io ho preso in mano la squadra dopo la sconfitta con il Varzi in casa per 4-0. Era un momento difficile, anche dal punto di vista mentale perchè eravamo a 10 punti dalla salvezza diretta e a 4 punti dall’ultimo posto. L’obiettivo iniziale era quello di fare i playout arrivandoci bene e giocandoci lo scontro diretto, ma alla fine il susseguirsi di risultati ci ha dato così tanto morale da riuscire a fare un girone di ritorno strepitosto”.

C’è stata una partita della svolta?

“Non penso sia stata solo una, credo che fin dall’inizio i 3 pareggi abbiano lanciato segnali importanti, non solo per gli avversari contro cui abbiamo giocato ma per le prestazioni. La prima con la Vogherese, abbiamo fatto un ottima prestazione e praticamente non abbiamo preso un tiro in porta importante. Può essere fortuna, può essere l’arrivo del nuovo mister, ma poi ci siamo ripetuti con la Sestese che è uno dei migliori attacchi del campionato a cui non abbiamo concesso praticamente nulla. Poi contro la Calvairate siamo andati sotto all’80esimo ma con grande forza abbiamo ripreso la partita. Penso che questi 3 pareggi abbiano in qualche modo preparato il terreno e ci abbiano fatto capire che ce la potevamo giocare. Da qui sono arrivati gli altri risultati e la consapevolezza della squadra che ce la poteva fare”.

A chi vanno i meriti per questa grande rimonta?

“Credo che i meriti siano di tutti, ma veramente. La squadra sicuramente ha cambiato mentalità in campo, la società ci è sempre stata vicina e poi anche l’arrivo del prof. Andrea Bruno, il nostro pfreparatore che ha fatto un lavoro immenso. Davvero quest’anno sembrava una stagione stregata, nella prima metà abbiamo sempre avuto 10 infortunati e si faceva fatica. da quando è arrivato il prof. invece, adesso posso dirlo, non ho mai avuto nessun infortunato e abbiamo lavorato benissimo. I meriti vanno divisi veramente tra tutti, è stata una rimonta incredibile ma voluta tantissimo”.

C’è stato un segreto in questo girone di ritorno?

“Guardando ai numeri c’è stata una componente secondo me essenziale. Nelle prime 15 avevamo preso 36 gol, una media di più di 2 a partita. Nel ritorno invece 15, meno della metà. Credo che questa sia stata la chiave che ci ha permesso di migliorare, e infatti dai gol subiti, sono arrivati più del doppio dei punti del girone di andata e anche la soddisfazione di essere riusciti a tornare forti in casa nostra, cosa che nella prima parte ci era mancata”.

La società ha deciso di puntare su un allenatore esordiente per la salvezza. Questa scelta è stata un po’ un azzardo?

“La scelta della società e la mia di allenare poteva essere un bagno di sangue. Devo dire però, che tutti vogliamo il bene dell’Accademia Pavese, e dopo la gara con il Varzi serviva una scossa. Era troppo tardi per andare a cercare un allenatore che potesse subentrare, perchè ci avrebbemesso parecchio tempo per conoscere la squadra e l’ambiente. Allora abbiamo optato per questa scelta, e io non ho potuto non prendere le redini di questa squadra che ho costruito, che ho vissuto ogni giorno e in cui ho rapporti con tutti. É stata una scelta logica e dettata dal momento, e alla fine per fortuna si è rivelata quella giusta. Sicuramente era una scommessa, però c’erano troppi dati che potessero far pensare a cose positive. Il primo giorno ho subito parlato chiaro con i ragazzi, abbiamo stretto un patto, un accordo prima tra uomini che tra calciatori. Abbiamo lavorato tanto per arrivare a questo e alla fine ce lo siamo meritati”.

E sul futuro? Dopo questi 3 mesi emozionanti da allenatore cosa farà Gianluca Gaudio?

“Devo essere onesto, mi sono divertito e mi sono emozionato in questo ruolo. Il fatto di aver raggiunto l’obiettivo ha sicuramente aiutato, ma è stato veramente emozionante. Durante la mia carriera da calciatore ho avuto la fortuna di avere tanti allenatori molto bravi e che mi hanno insegnato tanto. Negli ultimi 5 anni poi, ho fatto il centrocampista centrale e secondo me questo ruolo ti aiuta tanto. Insieme alla società cercheremo di prenderci il tempo necessario per valutare, io non ci ho ancora pensato e non c’è la fretta di scegliere. É stato emozionante, abbiamo raggiunto l’obiettivo, è stato ancor più bello perchè hai un ruolo diverso dove devi pensare per tutti, devi parlare con ogni giocatore e devi interagire con lo staff. Sono state emozioni continue, non solo la partita ma anche vedere i genitori dei nostri tesserati più piccoli chiedere dei nostri impegni ed essere interessati alla squadra. Ci sarà tempo per decidere, non è una scelta semplice, ci sono tante altre cose che devono incatenarsi bene tra di loro”.

 

 

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