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L’aggiornamento della Regione sull’utilizzo degli impianti sportivi

Allenamenti sì, allenamenti no. Regione Lombardia ha provato a fare chiarezza con un aggiornamento dell’ordinanza in relazione all’evolversi della diffusione del COVID-2019. Molte società infatti, tra le quali il Milano City che nei giorni scorsi ha chiesto riscontri tramite un comunicato, si sono ritrovate nell’indecisione. In alcuni casi infatti, ad esempio per quanto riguarda strutture comunali, i centri sportivi sono rimasti chiusi. L’ordinanza, di fatto, consente le attività, purchè a porte chiuse e senza l’utilizzo degli spogliatoi, per evitare significative concentrazioni di persone.

La nota del Comitato Regionale Lombardia

Il Crl ha pubblicato sul proprio sito l’aggiornamento. “Si riporta estratto dei chiarimenti all’ordinanza della Regione Lombardia relativa ai mezzi per contrastare la diffusione del “coronavirus”. Tale ulteriore provvedimento regionale consente in deroga lo svolgimento delle sedute di allenamento all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse con la sola eccezione dei 10 Comuni del Lodigiano cui è preclusa ogni attività”.

L’ordinanza: cosa è previsto per le attività ludico-sportive

“Al fine di evitare significative concentrazioni di persone in luoghi pubblici e privati, l’ordinanza dispone la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, quali, a titolo esemplificativo, palestre, centri sportivi, piscine e centri natatori, centri benessere, centri termali, sale giochi, sale slot, escape room, sale bowling, ecc. Le attività all’aperto (comprese quelle svolte negli stadi e nelle strutture polifunzionali) possono essere svolte, evitando i luoghi (ad es. spogliatoi) che prevedono significative concentrazioni di persone. In deroga alle disposizioni dell’ordinanza, come previsto dall’art. 1 lettera a del DPCM 25/02/2020, resta consentito lo svolgimento di eventi e competizioni sportive di ogni ordine e disciplina in luoghi pubblici o privati, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, nei comuni diversi da quelli individuati nell’allegato 1 del DPCM del 23 febbraio 2020.

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