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Alcione, Albertini: pronti a giocarci le nostre carte

Dopo due domeniche a riposo causa Covid, è pronto a tornare in campo l’Alcione di Omar Albertini. La squadra milanese, da tutti indicata come una delle favorite del Girone B è in piena corsa per il primo posto, considerato che ha sì un ritardo di sette punti dalla capolista Varzi, ma con due partite in meno.

Domenica l’appuntamento con il Sancolombano per iniziare la rincorsa: <Certamente questo stop non ci voleva – spiega proprio il tecnico dell’Alcione, Omar Albertini – perché fermarsi due settimane in un campionato che già è molto corto, ci impone ora di giocare ogni tre giorni. A parte il discorso fisico c’è anche un aspetto mentale da non sottovalutare>.

Albertini però non si nasconde: <Sappiamo di avere tutte le qualità per competere, anche se ricordo che abbiamo cambiato 19 giocatori su 27 e quindi qualche difficoltà è da mettere in conto. Dobbiamo tuttavia cercare di vincere queste cinque partite pensando esclusivamente a noi stessi, poi vedremo alla fine dove saremo. Ci sono ancora tanti scontri diretti per cui è tutto aperto>.

Il Varzi capolista non lo considera affatto una sorpresa: <Hanno una struttura collaudata da diversi anni – spiega Albertini – e in più sono riusciti a inserire diversi elementi di categoria, come ad esempio l’attaccante Romano, per cui di certo non mi stupisce vederli là davanti>.

Anche se qualche delle squadre favorite ha dovuto abdicare, il tecnico dell’Alcione non parla di delusioni: <In un campionato così, o meglio in un torneo così, non direi si possa parlare di delusione, purtroppo si sapeva che le difficoltà ci sarebbero state per tutti>.

Dieci partite per guadagnarsi la Serie D, posta in palio altissima: <Di sicuro è un campionato avvincente e stimolante – conclude Albertini – e soprattutto completamente nuovo per tutti noi, dove credo alla fine vincerà la squadra che sarà più brava ad affrontare e superare tutte le difficoltà e le incognite che una stagione così riserva. Quello che mi auguro è che si possa tornare alla normalità, prima di tutto dal punto di vista della salute e poi per poter ripartire con l’attività e la programmazione>.

Andrea Grassani

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