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Benecchi: «Passaggio di consegne in un mese, ho dato garanzie già per lunedì». Ma i giocatori del Varese vogliono fatti

La lunga attesa attorno al Calcio Varese trova il suo culmine con l’arrivo del presidente Claudio Benecchi. Inizialmente previsto per le ore 15, poi slittato alle 17, reso concreto alle 17.30. Prima l’incontro con i giocatori, poi le parole alla stampa. Cosa succederà? Le parole di Benecchi posticipano la decisione: «I ragazzi percepivano delle incertezze e sono state date loro delle rassicurazioni». A parole, ovviamente.

Anche perché il tema clou è quello del passaggio delle quote al fondo cui il referente è Enrico Fadani: «Il passaggio delle quote è in fase di conclusione, il passaggio completo potrà avvenire con la settimana prossima, l’entrata del fondo portato da Fadani potrà avvenire nell’arco di quattro/sei settimane. È un progetto che parla di tanti soldini».

Intanto il Franco Ossola è chiuso e domenica si andrà a giocare a Ponte Tresa: «Accordi con Aspem? Dovremo sederci a un tavolo e trovare una soluzione, settimana prossima parleremo anche con loro. È una delle nostre priorità»

Ma si giocherà a Ponte Tresa? «I ragazzi stanno dialogando tra loro – spiega Benecchi – abbiamo dato loro delle garanzie e anche la possibilità di sentire direttamente Fadani o il sindaco per avere ulteriori garanzie riguardo il futuro». Interrogativi, però, più che leciti visto che al momento la società è rappresentata ancora da Benecchi e quindi i primi soldi (lunedì c’è già una vertenza da pagare) dovranno essere versati dall’attuale numero uno: «Assolutamente sì». Eppure il passaggio di quote era già stato annunciato a la scorsa settimana: «Di mezzo c’è un fondo e non è un passaggio di consegne tra due persone fisiche. Abbiamo già condiviso il percorso, se di mezzo c’è un fondo ci sono in mezzo più persone e la dinamica passa attraverso queste tempistiche. Quando ho detto che cedo le quote a Fadani è perché lui è il rappresentante del fondo». Ma le garanzie immediate alla squadra, anche solo per tornare allo stadio, dovrà darle Benecchi: «I giocatori vogliono avere una garanzia anche per il futuro. Anche in passato ho detto ai giocatori che sono tutti maggiorenni e ho detto loro che dovranno decidere e che sono responsabili della loro crescita personale».

Il tutto glissando sulla figura di Fabrizio Berni («Preferisco non parlarne») e indicando nella prossima settimana anche la ripresa delle attività di tutto il resto del settore giovanile. Senza pensare a un piano B e convinti che i giocatori del Varese scendano regolarmente in campo.

 

 

Intanto, però, anche Camarà, Gestra, Lercara e Simonetto ci hanno messo nuovamente la faccia. «Ci sono state dette delle cose indicando in lunedì una possibile giornata di svolta. Abbiamo provato a chiamare Fadani ma non ha risposto. Penso che richiamerà. Vogliamo provare a parlare con lui, con il sindaco per cercare di capire realmente se c’è una soluzione». Emblematiche le parole di Simonetto: «Per me è umiliante giocare in casa in un campo che non sia quello del Franco Ossola. Ma deve essere chiara una cosa. Domani (sabato, ndr) ci alleneremo regolarmente per la rifinitura e lunedì saremo regolarmente presenti all’allenamento». Una squadra che non vuole mollare, dimostrando il legame con la maglia. Poi la chiosa di Camarà: «Non serve più ormai la parola, ma i fatti. Serve soltanto quello, di parole ne abbiamo già sentite troppe. Se lunedì le cose non vanno bene, tutti siamo in mezzo a una strada». Al momento il Varese non sa ancora se scenderà in campo. La rifinitura di sabato porterà alla decisione finale. Di giocatori, di ragazzi, che hanno comunque dimostrato anche stavolta impegno e serietà.

 

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