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C Gold | Cosa ci lascia il 16° turno – Giornata di sorprese in vetta, Pocius one man show, Busto Arsizio in solitaria

Prima giornata di ritorno, prime sorprese in C Gold. Sì, perché la parte altissima della classifica ha subito alcuni cambiamenti, ma in modo diametralmente opposto tra girone est e girone ovest. Passo falso della Gardonese, che cede in casa di Milano3 e viene agganciata da Pizzighettone, uscita con 2 punti in tasca dal parquet di Opera, nonostante i 22 di Spirolazzi e i 20 di Iurato. Iseo suda ben poco contro Sustinente e resta a 2 sole lunghezze dalle prime due della classe, con la graduatoria che rimane molto corta nella parte superiore. Per l’altro girone risulta doverosa, invece, un’analisi.

Chi si ferma è perduto

Situazione ben diversa ad ovest. Cadono Lissone e Saronno, con la prima che non riesce ad avere la meglio dell’ABC Cantù sul parquet di casa e la seconda che si vede costretta a subire la reazione di Desio, dopo la sconfitta la passata settimana contro Legnano. La squadra di coach Ghirelli mostra grande carattere contro una delle squadre più forti del campionato, forse la più completa e lunga insieme a Busto. Molteni e Gallazzi mettono in mostra una partita ben diversa rispetto a quella mandata in archivio una settimana prima e strappano due punti che non significano solo una reazione, ma anche una situazione in classifica che sorride. 20 punti per Desio, 20 punti anche per Mortara e Gallarate, protagoniste di un altro scontro di grande interesse. Del protagonista ne parleremo a brevissimo, del 6/7 di Liso dalla lunga distanza anche subito. Spesso i riflettori sono puntati sul trio composto da Pocius, Unrbonavicius e Degrada, ma dimenticarsi il numero 0 di Mortara può dimostrarsi un errore fatale. Non bastano, dall’altra parte, i 23+10 di uno splendido Clerici, giocatore tra i più efficaci della categoria e che mostra una durezza mentale che in pochissimi possono vantare.

One man show lituano

Rokas Pocius, ancora lui. Non si ferma, non lo farà di certo da qui alla fine del campionato, soprattutto quando la posta in palio sarà ancora più grande. Vincere contro Gallarate è stato tutto tranne che scontato, e ancora meno scontata è stata la sua prestazione. 23 punti, 15 rimbalzi, 6 assist, 4 recuperate e 2 stoppate. 42 di valutazione. Difficile, talvolta impossibile, adottare la difesa “giusta” contro di lui. Ha centimetri, è rapido, ha tiro, opera scelte giuste. Bisogna saper scegliere il male minore quando non lo si può fermare e questo comporta anche il dover tenere in considerazione gli altri elementi del quintetto, anche loro con diversi punti nelle mani. Mortara non ha, complessivamente, la squadra più forte del campionato. Nelle gare secche, però, può vincere contro qualsiasi avversaria, e questo può costituire un problema reale per le prime della classe.

Busto Arsizio, abituati a vincere

È la frase che meglio identifica la stagione della Hydrotherm. La squadra guidata da coach Gianni Nava non è in grado di vincere solo partite in cui dimostra superiorità. È molto altro. Si tratta di una squadra che nelle situazioni complesse tira fuori il meglio di sé, e i protagonisti sono molteplici. È tornato Atsur e ha giocato, forse, la sua peggior partita dall’inizio della stagione, per lo meno per ciò che riguarda le statistiche. La difesa di Speronello lo ha messo in seria difficoltà e la distribuzione di punti tra i giocatori di Busto ne è stata la prova. Solo De Franco e Tagliabue in doppia cifra, con Fedrigo a quota 9. I lunghi hanno dato il loro apporto, contro il trio Negri/Maiocco/Corti, non propriamente i clienti più comodi in una domenica sera di metà gennaio. Una partita dal punteggio basso, qualcosa che sembrava scritto e che dopo 10 minuti, in realtà, rischiava di vedere tutt’altro match. L’ultimo quarto ha visto Busto rendersi protagonista di un parziale di 21-8, decisivo per la vittoria, dato che dopo 30 minuti il punteggio diceva 41-44 in favore degli uomini di Saini. La Hydrotherm si sta dimostrando la squadra che ha, inoltre, più “voglia” di piazzarsi al primo posto e questo, com’è giusto che sia, fa tutta la differenza del mondo.

Carlo Ferrario

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