Ieri il Caldiero Terme ha centrato una storica promozione in Serie C: la prima tra i professionisti nei suoi 90 anni di storia. Un risultato che entra negli annali del calcio e per l’occasione ha parlato a “D-Time” uno degli artefici di questa favola: il direttore sportivo Fabio Brutti, che dal 2013 fa parte della […]

Ieri il Caldiero Terme ha centrato una storica promozione in Serie C: la prima tra i professionisti nei suoi 90 anni di storia. Un risultato che entra negli annali del calcio e per l’occasione ha parlato a “D-Time” uno degli artefici di questa favola: il direttore sportivo Fabio Brutti, che dal 2013 fa parte della dirigenza.

Nella scorsa stagione si era legato all’Hellas Verona con un ruolo nei quadri tecnici del settore giovanile, poi in estate il ritorno a Caldiero.

La società, guidata dal presidente Filippo Berti, da mister Cristian Soave e dal ds ha regalato una favola al calcio italiano. 

Una promozione inaspettata ma sperata?

“Inaspettata sì, sapevamo di avere una buona squadra di giocarci il quinto posto, poi ci siamo trovati davanti. Secondo me all’inizio, il Desenzano era un squadra molto forte. Ci siamo alternati in cinque ma all’inizio pensare di poter arrivare davanti era difficile da pronosticare.”

Quando avete cominciato a crederci?

“Finito il girone di andata eravamo secondi a tre punti da Arconatese, consci del fatto che Desenzano e Piacenza erano partiti a rilento, sapevamo di dover essere concreti e fare i punti dell’andata. Dovevamo essere solidi e dare continuità: nel girone di ritorno ci credevamo tanto.”

Caldiero è un paese di 8000 abitanti, quanti spettatori avete ora?

“Per quanto riguarda gli spettatori, abbiamo creato un movimento che a Caldiero non c’è mai stato: per la penultima in casa c’erano 1200 persone e ieri 500 al nostro seguito con le bandiere gialloverdi. All’inizio non avevamo nessuno a vederci, ieri siamo tornati con il pullman e c’era questa marea di gente che ci aspettava.”

Siete di vicino Verona, il paragone con il Chievo viene naturale. Sognate un’ascesa così?

“Io dico sempre che dobbiamo avere un’identità forte: siamo il Caldiero. Il Chievo di Campedelli ha fatto sicuramente una storia pazzesca arrivando fino in Champions League. Noi siamo partiti dalla Prima Categoria, io ho fatto 10 stagioni qui, e siamo arrivati in Serie C. Siamo una squadra organizzata e dobbiamo mantenere la nostra identità: dobbiamo fare il Caldiero.”

Dato che non era preventivato siete preparati per la C?

“Non nascondo che è vero che non fosse preventivato: avevamo preso nove giocatori retrocessi in Eccellenza l’anno prima dalla D. Se ci pensi è incredibile, però noi siamo una società organizzata con belle strutture. Ho letto tanti commenti sui social dove si parlava di possibili di fusioni. Il Caldiero chiaramente si dovrà strutturare, ma ha presidente con una grandissima passione. Faremo la C in maniera organizzata e con le idee.”

Qual è il segreto del Caldiero?

“Il segreto è il presidente che ha una grande passione. Siamo un team molto snello: siamo io e lui. Lo devo ringraziare perché le scelte me le fa fare. Il segreto quindi è lui. Io lo informo su tutto, però abbiamo un rapporto quasi amichevole e professionalmente è un imprenditore che ti fa decidere qualsiasi cosa.”

Che giocatori prenderete per costruire la squadra?

“Dovremo fare la Serie C con delle idee: quest’anno abbiamo preso sicuramente giocatori forti, ma anche giovani dalla Promozione che si sono dimostrati forti come Gobetti. Credo che faremo fatica a prendere giocatori affermati, ma sicuramente prenderemo ragazzi motivati. La mia idea è quella di mantenere un gruppo che deve partire con entusiasmo e poi aggiungere qualcosa di importante. Sarà quella la linea.”

Vedendo come Furini e Personi sono diventati punti cardine della squadra, quanto ha contato l’esperienza all’ Hellas?

“È stato importante avere l’appoggio dell’Hellas. Purtroppo Furini ha giocato poco l’anno scorso in Primavera 1, ma il fatto di conoscerlo è stato per me un vantaggio. Personi era un Under 18 e negli ultimi mesi non veniva convocato. Quello mi ha aiutato tanto perché vedere i giovai da vicino è fondamentale. La collaborazione con Margiotta (responsabile settore giovanile Hellas Verona n.d.r) ha contato tanto per me.”

Com’è il vostro settore giovanile?

“Abbiamo vinto il campionato Under 19 e faremo le finali nazionali, con l’Under 17 abbiamo perso la finale Elite, con l’U16 terzi e con l’ U15 quinti. Lavoriamo discretamente bene e a livello Elite siamo ormai una delle società che opera in un certo modo. Ci teniamo tanto al settore giovanile. Il processo nasce nel 2004 con Filippo Berti (il presidente n.d.r). Io sono arrivato come calciatore, poi nel 2013 ho iniziato l’avventura come direttore sportivo.”

Un under e un over che l’hanno sorpresa non del Caldiero?

“Cuel perché l’ho seguito al Verona, ma anche Gualandris. Un over dico Pirola, buonissimo difensore centrale.”

 

Asia Di Palma

6 Maggio 2024

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