In casa Trevigliese, da qualche tempo regna la confusione: uno stadio che da sempre ha ospitato la squadra e che ora, a causa di ragioni “politiche”, potrebbe rimanere orfano dei biancocelesti. Analizziamo nel dettaglio ciò che è accaduto nelle scorse settimane, e l’attuale proposta che potrebbe portare ad un cambio radicale nella storia della squadra di Treviglio.

La fine di un’epoca

Per parlare della questione è necessario partire con ordine: dal 1907, la Trevigliese ha sempre giocato presso lo storico stadio “Zanconti“, gestendolo in maniera autonoma. Il primo problema nasce nel 2022, quando il club perse la gestione dello stadio in favore dell’Acos, che si era aggiudicata il bando comunale. A seguito di tale decisione, la società biancoceleste decise di far ricorso più volte presso il Tar di Brescia e il Consiglio di Stato, ma nonostante ciò, venne riconfermata la ragione al Comune. Negli ultimi anni la Trevigliese, grazie anche ad ottimo organico societario, è ritornata in D, e il 2026 sembrava l’anno giusto per poter riottenere l’amministrazione dello stadio.

Braccio di ferro dal Comune

Nonostante le numerose richieste, il comune di Treviglio, ha messo a disposizione un bando per un’amministrazione che comprende sia il Zanconti ma anche il centro sportivo “Mazza”, portando i costi di gestione ad un importo proibitivo. Si parla di circa 230 mila euro l’anno per entrambe le strutture.

Le critiche da parte della dirigenza non si sono fatte attendere, con una conferenza stampa, datata 15 marzo 2026, in cui il Direttore Sportivo Gianluca Leo si è espresso sulla questione: “Sono anni che speriamo di riprendere la nostra “casa”. Invece il Comune ha scelto di fare un maxi bando che è infattibile per i costi di gestione e perché si tratta di strutture diverse che non possono lavorare in sinergia. Siamo disposti, prosegue Leo, a farci carico delle spese e di tutte le manutenzioni rinunciando al contributo comunale che nel bando 2022 era fissato a 24 mila euro l’anno. Siamo la storia calcistica di Treviglio, ma siamo l’unica società di Serie D che non ha in gestione lo stadio”.

Botta e risposta tra Club e istituzioni

Oltre al DS, per conto della Trevigliese, si era espresso anche il presidente Antonio Imeri: “Se non riusciremo a stare nella nostra casa, valuteremo tutte le strade possibili, ma intanto andremo avanti con la nostra protesta. Noi dobbiamo programmare il prossimo triennio e di sicuro allo Zanconti non staremo più a gettone. Ci deve essere lasciato libero. Faremo sapere a tutta la cittadinanza come stiamo venendo trattati. Non si può fare un bando “lascia o raddoppia”. Se il sindaco Juri Imeri vuole parlare, siamo disponibili”. Una dichiarazione che vuole dare un segnale al comune, per mettere in luce come una società storica sia stata messa con le spalle al muro, costretta ad accettare una sola opzione.

La risposta del primo cittadino Imeri non si è fatta attendere, che ha dichiarato come la conferenza stampa contenesse numerose inesattezze. Ha poi ribadito che l’iter dell’avviso pubblico per la raccolta delle manifestazioni di interesse è in corso e rimane lo strumento trasparente e aperto ai soggetti interessati per avanzare proposte in coerenza con i principi di risultato, fiducia, accesso al mercato, concorrenza, trasparenza e parità di trattamento sanciti dalla normativa. Il sindaco ha inoltre continuato dicendo che l’amministrazione comunale agisce nel rispetto degli interessi dell’intera comunità e non è disposta ad accettare alcun tipo di condizionamento, né tantomeno a farsi trascinare nel tentativo di trasformare un tema amministrativo e gestionale in una questione politica.

Un muro invalicabile

Arriviamo al 31 marzo 2026, quando l’Amministrazione Comunale ha bocciato definitivamente la proposta della CS Trevigliese per la gestione dello stadio “Mario Zanconti”. Tramite una nota ufficiale, il club ha dichiarato come la proposta presentata fosse chiara, concreta e sostenibile, in quanto prevedeva una gestione dello stadio senza aggregazioni, senza consorzi, costruzioni teoriche e senza uso esclusivo, a differenza di quanto si volesse far credere. Un altro aspetto fondamentale della proposta, sarebbe stato un importante beneficio economico per la città di Treviglio, quantificato in circa 70.000 euro, secondo la stessa Amministrazione. Nonostante la vicinanza da parte di cittadini, famiglie e appassionati, secondo il club, le richieste presentate alle istituzioni sembrano non voler essere prese in considerazione, e traducibili in un’inspiegabile ostilità nei confronti dello stesso.

Una possibile soluzione

Nonostante le numerose difficoltà, ad oggi sembra poter esserci una soluzione: un possibile trasferimento nella casa del Caravaggio. I due patron, Imeri e Mombrini, infatti, si incontreranno per definire un accordo di gestione unitaria: la prima squadra della Trevigliese giocherebbe le partite ufficiali al “Mombrini”, e lo “Zanconti”rimarrebbe al consorzio trevigliese, perdendo però la sua figura di casa del club.

Si tratta di una questione delicata, che ora, tramite questo possibile accordo, potrebbe rimescolare le carte in tavola, e magari in futuro, riaprire il discorso per un ritorno definitivo in alla storica “casa”.

Riccardo Barro

11 Aprile 2026

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