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Dardan Vuthaj, il volto della rinascita novarese

In pochissimo tempo ha ridato entusiasmo ad una piazza sportivamente devastata dal fallimento estivo. Con i suoi gol sta trascinando gli azzurri nelle zone altissime del girone A di serie D. Dardan Vuthaj, centravanti albanese classe 1995, dopo alcune stagioni vissute fra alti e bassi, sta trovando la sua dimensione a Novara in una squadra rifondata in seguito alle nefaste vicende della scorsa estate, che l’hanno vista sprofondare per la prima volta nel calcio dilettantistico dopo più di cent’anni di storia. Dopo un inizio di carriera costellato da prestiti in serie D senza particolari soddisfazioni, la prima stagione degna di nota dell’attaccante è quella 2017-2018: undici reti in ventinove presenze con la maglia del Delta Rovigo e la chiamata del Campodarsego, che vale un’altra stagione da record, con ben sedici marcature in trentaquattro partite, che portano i veneti a pochi passi dalla gloria. Dopo un totale di ventisette gol nelle ultime due annate, giunge finalmente il grande salto: arriva la chiamata dell’Imolese, in serie C, una squadra giovane con l’obiettivo di lanciare nuovi interessanti prospetti. Dardan, che gioca un discreto numero di partite, ventitré, non risulta però quasi mai decisivo in zona gol: saranno infatti solamente due i centri messi a referto durante tutto l’arco della stagione. A fine campionato passa al Rimini, accettando, ancora una volta, di scendere di categoria. La scelta è quella giusta, perché con i suoi ventuno gol in trentatré gare, dimostra ancora una volta di avere un fiuto da prima punta vera tutt’altro che consueto in una categoria complicata come la D. Quindi, la scorsa estate, la chiamata del Novara, a caccia sia di ragazzi giovani che di prospetti esperti, per risalire il prima possibile nel calcio professionistico. Mai scelta fu più azzeccata, fino ad ora: 14 gol in campionato in solamente 11 partite, con la ciliegina sulla torta rappresentata dalla tripletta realizzata nell’ultimo turno contro il Casale, in un derby da sempre sentitissimo a queste latitudini. Il bello, però, deve ancora venire: c’è da riconquistare una serie C persa dai piemontesi dopo 113 anni di storia, e solamente assaggiata da uno dei bomber più rappresentativi di questo inizio di stagione.

Matteo Mosconi

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