In diretta a D-Time ha detto la sua il direttore generale del Desenzano: Stefano Tosoni. Ecco tutti i retroscena sull’affare Alberto Paloschi. L’affare Paloschi come è nato? “Nata perché a Desenzano noi abbiamo in gestione lo Stadio Tre Stelle che è un centro polivalente con una pista d’atletica nuovissima. Perciò sono tanti anche i calciatori […]

In diretta a D-Time ha detto la sua il direttore generale del Desenzano: Stefano Tosoni. Ecco tutti i retroscena sull’affare Alberto Paloschi.

L’affare Paloschi come è nato?

“Nata perché a Desenzano noi abbiamo in gestione lo Stadio Tre Stelle che è un centro polivalente con una pista d’atletica nuovissima. Perciò sono tanti anche i calciatori che vengono qua se devono rimettersi in forma. La combinazione è stata che parte della preparazione la facciamo allo stadio e non al centro dell’allenamento, poi anche membri dello staff lo conoscevano e il direttore ha subito aperto a qualche sessione d’allenamento assieme. Dopo c’è stata qualche apertura da parte del calciatore, noi avevamo quasi chiuso la rosa e ci mancava solo la punta. Il presidente ci ha dato il via libera ed abbiamo fatto di tutto per trovare un accordo”.

Un bilancio sull’operazione Paloschi?

“Io credo che quando i 22 giocatori scendano in campo i nomi lascino il tempo che trovano. Tutto va dimostrato in tutte le categorie, perché il calcio non regala niente a nessuno. Il nome probabilmente non l’ha aiutato, perché se due difensori di D hanno la possibilità di marcare Paloschi, danno il 110%. Alberto è arrivato in un momento in cui la sua condizione non era ottimale, poi abbiamo anche forzato un po’ la mano ed infatti si è infortunato. Io credo che da quando ha preso la condizione, però, ogni domenica si da da fare e segna oltre che far segnare. Sono pienamente soddisfatto dell’operazione che è andata in porto, non solo dal punto di vista del Marketing“.

Si vede la differenza quando in campo scende un giocatore che ha giocato in A?

“Chiaro che quando un giocatore ha un trascorso così sai che ha un bagaglio tecnico/tattico di un determinato livello. In alcuni attimi ti rendi conto che certe giocate possono farle solo alcuni giocatori. Anche negli anni passati mi sono accorto di avere a che fare con calciatori di primissimo livello, ma te ne rendi conto quando li vedi fuori dal campo. Dopo in campo ti dico che se togli in nome a tutti e gli metti una maschera magari non si accorgono che è Paloschi quello che ha giocato in A e ti dicono Spaviero (ad esempio)”.

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Nicola Badursi

24 Aprile 2024

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