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Desenzano, Palmieri: «Se è possibile, bisogna continuare a giocare»

Per vestire la maglia della Calvina, Riccardo Palmieri ha rinunciato a diverse buone offerte. I dirigenti del Desenzano si sono innamorati di lui nella scorsa stagione, quando con il Fanfulla ha incantato tutti proprio nella sfida contro i bresciani. A qualche mese dal suo arrivo in biancazzurro, si è raccontato ai canali ufficiali del club.

SCELTA – «Avrei voluto fare il salto di categoria ma le richieste sono pervenute prima del lockdown e, una volta ricominciato, queste occasioni sono sfumate. Avevo però anche tante proposte dalla Serie D come appunto il Desenzano, che è stata una delle prime. L’intenzione di volermi è stata portata avanti con determinazione dal Direttore Sportivo Eugenio Olli e dall’allenatore Michele Florindo e questo mi ha spinto a scegliere il Desenzano Calvina».

STOP – «La Serie A è giusto che continui, perché sono nella situazione di poter applicare tutto ciò che i protocolli richiedono. Nelle serie inferiori le difficoltà sono più elevate, sia a livello gestionale che economico. Secondo me non bisogna fermare tutto, farlo significherebbe dare un esempio ma bisogna anche tenere in considerazione che ci sono interessi diversi. Se dovessi essere egoista direi che è ingiusto fermarsi perché abbiamo vissuto 3-4 mesi di inattività e per chi lo fa come lavoro è proprio brutto. Se la situazione è tale da costringere a sospendere tutti i campionati è un conto ma se ci fosse la possibilità di andare avanti, imparando a convivere con questo virus, è giusto farlo. Rispetto al calcio ci sono situazioni in cui il rischio è molto più elevato».

AMBIENTAMENTO «Lo spogliatoio è sacro, è uno degli elementi più importanti di una squadra. Mi piace viverlo, di solito sono uno dei primi ad arrivare e uno degli ultimi ad andare via».

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