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Coppa Italia Eccellenza, Danilo Tricarico il mister della Casatese

Eccellenza, Girone B, parola a Danilo Tricarico

L’attuale tecnico della Casatese sa come si vince il campionato di Eccellenza, essendo reduce proprio dal trionfo nella passata stagione, seppur interrotta a febbraio per lo scoppio della pandemia. Tricarico prova quindi a valutare un campionato che in tanti si aspettano ricco di incognite e sorprese. Dieci partite senza appello per conquistare la Serie D: <E’ davvero qualcosa di anomalo e particolare – commenta il tecnico della Casatese – anche se sono molto contento che l’Eccellenza riparta, perché lo ritengo un segnale importante per il movimento e per una sorta di ritorno alla normalità>.

Difficile dunque fare previsioni, anche se Tricarico fa due nomi su tutti: <Credo che Sangiuliano e Pavia abbiano qualcosa in più rispetto alle altre – analizza il tecnico della capolista del Girone B di Serie D – primo perché hanno mantenuto le squadre praticamente intatte rispetto all’inizio della stagione e poi perché, soprattutto il Sangiuliano ha inserito elementi importanti. Anche Sant’Angelo e Codogno o lo stesso Alcione sono squadre molto competitive, ma magari potrebbero aver bisogno di più tempo per carburare. Tuttavia sarà un campionato, anzi forse sarebbe più corretto dire un torneo dove le incognite sono talmente tante che è davvero difficile fare qualunque valutazione>.

Altro aspetto che il tecnico della Casatese non sottovaluta è riferito alla condizione atletica: <Chi è riuscito a mantenere una seppur limitata continuità di allenamenti anche individuali – spiega Tricarico – potrebbe avere qualche vantaggio in più perché a mio parere oltre all’aspetto tecnico, in una situazione simile conterà moltissimo quello fisico. Si giocherà quasi sicuramente con il caldo e la condizione fisica peserà parecchio>. Per chi poi come lui ha fatto della forza del gruppo una delle armi migliori della sua carriera, è presto detto cosa servirà alla fine di tutto: <C’è sempre da capire quanto conti il singolo e invece quanto la squadra – conclude il tecnico biancorosso – perché se penso al nostro caso, ricordo che se il campionato lo scorso anno fosse finito dopo dieci partite, non avremmo vinto. Per questo ritengo che alla fine il valore della squadra sia superiore al singolo>.

Andrea Grassani 

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