Terminata la stagione, è arrivato il momento di guardare avanti. I mesi di maggio e giugno sono cruciali per definire il futuro, sia per le società che per i calciatori. Matteo Cannizzaro vive questa fase con consapevolezza: reduce da una solida annata con la maglia della Caronnese, il classe ’98 è pronto ad affrontare il mercato con la giusta serenità. Ai microfoni di Be.Pi TV, Cannizzaro si è raccontato in esclusiva, tracciando un bilancio della stagione appena conclusa e aprendo uno spiraglio su ciò che verrà.
Il peso dei dettagli: incidere al momento giusto
Analizzando il campionato con la Caronnese: siete rimasti a ridosso delle prime posizioni senza mai riuscire ad azzannare davvero la vetta. Cosa vi è mancato, mentalmente o tecnicamente, per lottare fino all’ultimo per la promozione diretta?
“Penso che ci sia mancata forse un po’ di cattiveria nelle partite importanti, per andare a prenderci quei punti che ci avrebbero permesso di avvicinarci e ci avrebbero sicuramente dato più consapevolezza di noi. Siamo stati un po’ altalenanti, però, tecnicamente e tatticamente penso non sia mancato nulla. Forse a volte gli approcci delle partite un po’ così, c’è da dire che il campionato quest’anno era di un buon livello, ma sicuramente più errori nostri che altro.”
Play-off: un sogno svanito troppo presto
Il vostro percorso si è interrotto bruscamente ai play-off con il 3-1 incassato dal Saronno. Al di là del risultato, cosa ha impedito alla squadra di arrivare pronta e con la giusta cattiveria agonistica a questo appuntamento decisivo?
“Sì, si è interrotto contro il Saronno in semifinale. Penso che la causa principale è che siamo arrivati corti con la rosa perché vabbè, abbiamo avuto diversi infortuni. Quindi era un paio di mesi che si andava avanti coi soliti 11/12/13 giocatori e si è fatta un po’ sentire questa cosa, poi sicuramente meriti del Saronno che era una squadra veramente forte“.
Guardarsi indietro: il bilancio stagionale
Spostando il focus su di lei, è stato un giocatore fondamentale per la Caronnese in mezzo al campo. Che bilancio traccia della sua stagione e in quale aspetto specifico del suo gioco sente di essersi consolidato maggiormente?
“Parlando di me, penso che sia un bilancio positivo. Magari ho segnato meno dello scorso anno, però ho chiuso con 4 gol e 7 assist. A livello di numeri personalmente non è sicuramente mancato nulla, anche a livello di prestazioni penso di aver dato il mio contributo alla squadra.
Per quanto riguarda invece l’aspetto su cui penso di essermi consolidato, penso che sia la gestione dei momenti nelle partite e anche la gestione dell’ansia, magari nelle partite dove conta qualcosina in più. Su questo penso di essermi consolidato maggiormente quest’anno.”
Maturità raggiunta: i cambiamenti
Oggi è un giocatore decisamente diverso rispetto al ragazzo degli esordi. In che modo è maturato Matteo Cannizzaro, sia come uomo all’interno dello spogliatoio sia nelle letture calcistiche in campo?
“In spogliatoio penso di essere maturato sotto diversi punti di vista rispetto a quando ero giovane, sicuramente si hanno molte più responsabilità. Ti devi a volte prendere delle situazioni in mano e comunque con i tuoi compagni più esperti, magari guidare i giovani. Per quanto riguarda invece il me nello spogliatoio, sia quando ero giovane sia adesso, sono sempre un ragazzo che cerca di portare felicità, spensieratezza, ma allo stesso tempo tenere sul pezzo nei momenti che servono.”
Futuro in bilico: la scelta tra continuità e cambiamento
Per il futuro: c’è la concreta possibilità di un terzo anno alla Caronnese o la volontà di rimettersi in gioco altrove, magari tornando anche a misurarsi con la Serie D? Quale progetto o fattore farà la differenza nella tua scelta finale?
“A Caronno ho passato due anni fantastici con il gruppo, la società e tutto quanto, con lo staff pure. Caronno è una società apprezzata da tutti, dove in molti vorrebbero venire a giocare visti anche i risultati degli ultimi anni. Per quanto riguarda se dovessi rimanere lì per il terzo anno, ad oggi ancora non ti so dare una risposta. Sicuramente bisogna essere d’accordo da ambo le parti, le cose non si fanno da sole.
Per quanto riguarda invece la Serie D, sarebbe bello se arrivasse qualche richiesta, la prenderei in considerazione, ma valuterei bene. Anche perché la Serie D ad oggi, rispetto a quando l’ho fatta io, secondo me è cresciuta molto sia a livello tattico che fisico. Valuterei bene il da farsi.”
Contro la maledizione: l’obiettivo è il trofeo
Finora nel suo percorso calcistico c’è stato poco spazio per i trofei. È qualcosa che le pesa o che le manca particolarmente? Il suo futuro dipenderà anche da questo, magari cercando una realtà che le permetta finalmente di lottare per un titolo?
“Sì, finora nel mio percorso purtroppo non ho vinto nulla. È stato un dispiacere questo. Però vabbè, l’anno scorso abbiamo perso il campionato l’ultima giornata e siamo usciti in semifinale dei play-off nazionali. Quest’anno abbiamo fatto un po’ più di fatica. Gli anni precedenti magari ho sbagliato qualche scelta, nonostante avessi la possibilità magari di andare in qualche squadra che poi alla fine dell’anno si è rivelata la vincitrice del campionato.
Detto questo, sì, sicuramente a livello personale sarebbe una grossa soddisfazione per tutti i sacrifici che ho fatto e i sacrifici che sto facendo comunque nel calcio. Detto ciò, sicuramente per il mio futuro una cosa che sicuramente valuterò è se le società che mi vorranno o la società in cui dovessi rimanere, punta a vincere il campionato o meno.”
Claudio Mallamace
5 Giugno 2026