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Eccellenza – Franzese anima della Varesina: “Voglio i 20 gol. Ambiente perfetto, manca solo il calore del sud”

Uno dei volti della rinascita della Varesina è sicuramente quello di Lorenzo Franzese. Già, perché è facile associare ai colori rossobiancoblu la famiglia Di Caro o la coppia Albizzati-Tino, ancora determinante in campo. Ma l’attaccante calabrese ha saputo voltare pagina dopo l’amarezza della retrocessione. Provando a riportare la Varesina là dov’era solo otto mesi fa. In che modo? A suon di gol, ovviamente.

 

Dopo la delusione la leadership, in Eccellenza da trascinatore

“Sbarcato” a Venegono Superiore nello scorso mese di dicembre, Franzese non è riuscito ad evitare la retrocessione della Varesina: «Abbiamo fatto il possibile per restare in Serie D, ma il calcio è così e bisogna saper accettare anche i risultati negativi». Rimboccarsi le maniche e ripartire, quindi: «Con Max (Di Caro, ndr) ci siamo capiti subito la scorsa estate. Ero rimasto anche perché c’era l’ipotesi del ripescaggio, ma fin da quando sono arrivato ho capito che la Varesina ha una mentalità vincente e voleva subito riprendersi quanto perso. Non siamo partiti benissimo, ma siamo sempre stati convinti della nostra forza». Trovando una maturazione totale anche sul terreno di gioco: «Mi sento più decisivo e sono più concreto. Magari in precedenza cercavo più la giocata che potesse esaltarmi a livello personale, ora voglio essere un riferimento per i compagni. Poi quando le cose girano va sempre tutto per il meglio».

 

Un bomber senza la maglia numero 9

Arrivato a stagione in corso, Franzese scelse la maglia numero 33. Da settembre gioca con la maglia numero 10 sulle spalle. Ma guai a parlare di sindrome, come successo di recente al Milan dopo l’addio di Gonzalo Higuain: «Sono rossonero anche io, ma non è per niente una scaramanzia – la battuta di Franzese – la realtà è che ho fatto tanti anni con la maglia numero 9 e ho voluto cambiare». Tanti anni al sud Italia (pur con una breve parentesi al Sankt Georgen), con la sua Cosenza culla della nascita sportiva: «Partì tutto da lì, ma ricordo con piacere anche gli anni a Gallipoli. Ecco, se c’è una cosa che mi manca di quel calcio è come è sentito anche nelle categorie minori. Cinquemila e più persone sugli spalti per una partita di Serie D è la normalità».

 

Un obiettivo comune e il sogno 20 gol

La vittoria di domenica ha permesso alla Varesina di mettere pressione alle avversarie. La squadra di Spilli è in salute e, proprio contro il Mariano, Lorenzo Franzese ha trovato il gol numero 12, re dei bomber insieme a Davide Pizzini. Ma la Castellanzese resta a +11 e la rimonta più che mai complicata. «Bisogna dare merito alla Castellanzese, hanno fatto un girone d’andata strepitoso e stanno facendo un campionato a parte. Rimonta? L’idea mi stuzzica, ma nel caso sarebbe una vera e propria impresa sportiva. Abbiamo un obiettivo comune di squadra, ma non vogliamo svelarlo». In parte è stato fatto, mentre è più chiaro l’obiettivo personale: «Vorrei toccare quota 20 gol, per me sarebbe una vera e propria consacrazione», la chiosa di Franzese. Con 12 gol in diciotto partite, il più sembra fatto.

Paolo Andrea Zerbi

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