Il responsabile del settore giovanile del Bologna femminile, Gianni Fruzzetti, è intervenuto a “B-Woman” ed ha evidenziato quale sia la filosofia da lui intrapresa per far crescere il movimento giovanile. Inoltre, il dirigente ha sottolineato le difficoltà a livello di Federazione e come sia necessario fare alcune modifiche. Siete soddisfatti della stagione? “Come neopromossa diciamo […]

Il responsabile del settore giovanile del Bologna femminile, Gianni Fruzzetti, è intervenuto a “B-Woman” ed ha evidenziato quale sia la filosofia da lui intrapresa per far crescere il movimento giovanile. Inoltre, il dirigente ha sottolineato le difficoltà a livello di Federazione e come sia necessario fare alcune modifiche.

Siete soddisfatti della stagione?

“Come neopromossa diciamo di sì. Pensavamo di essere un po’ più avanti a questo punto della stagione per i valori della squadra. Il campionato dice questo, non sono troppo soddisfatto.”

Il percorso intrapreso

“Quando il Bologna mi ha scelto per questo progetto c’era un po’ un fuggi fuggi. Da tre anni è iniziato un percorso con una filosofia di lavoro dalle piccoline alla prima squadra: siamo passate da 60/70 ragazze a 150. Adesso Bologna sta diventando una realtà in cui tante vogliono venire: l’importante è costruire dal basso. Ci vorrà un po’ di tempo, ma stiamo facendo questo percorso. Non abbiamo comprato nessun titolo, perché se non allarghi la base. L’idea è di creare un percorso comune dalle piccoline alle più grandi.

Lavorare con una società di Serie A

“Abbiamo meno difficoltà, avendo dietro una squadra maschile quindi possono aiutarti nella ricerca di sponsor, che non arrivano nella squadra dilettantistica. Il problema è che chi ha le basi solide deve lavorare con le più piccole. Dobbiamo creare un percorso virtuoso, dove non c’è uno sperpero di denaro come sta accadendo nelle squadre professionistiche. Ognuno poi fa le scelte che reputa giuste. Il percorso che ho scelto è allargare la base. Ma questo non sempre si capisce, dobbiamo vendere un prodotto diverso, ma manca una dirigenza a livello di Federazione all’altezza. Va venduto come prodotto femminile senza paragoni. Dobbiamo essere appetibili per sponsor. Non si può fare la Serie A a dieci squadre. Ci sono tante cose da cambiare. Ci vogliono persone competenti e lungimiranti con una visione di come si possono fare le cose. “

Possibili soluzioni

“Mediamente abbiamo sempre un centinaio di spettatori, siamo soddisfatti. Si potrebbero però creare stadi ad hoc. Bisogna creare un evento: la semplice partita non rende tantissimo anche dal punto di vista televisivo. Ci sono situazioni da intercettare e creare. All’estero hanno tradizione e parità di genere, ci sono anche più possibilità perché hanno iniziato prima. Bisogna fare scelte giuste.”

Il progetto Giochi senza Barriere

“È un progetto che abbiamo con i diversamente abili qui in un centro sportivo vicino. Abbiamo la nostra Under 17 che fa allenamento con questi ragazzi. È un percorso che facciamo con il settore giovanile e la Prima Squadra e mi riempie di orgoglio perché aiutare chi ha bisogno  fa sempre bene alla salute.”

Asia Di Palma

 

23 Marzo 2024

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