Giorni delicati in casa Imolese. Il curatore fallimentare Servadei lancia l’ultimatum: senza offerte concrete per il club, fondi finiti a marzo. I rossoblù rischiano di non concludere la stagione.

Corsa contro il tempo per salvarsi

L’Imolese Calcio è a un bivio drammatico. Nel corso dell’ultima conferenza stampa al centro Bacchilega, il curatore fallimentare Alessandro Servadei ha evidenziato un quadro preoccupante: per concludere la stagione e coprire gli stipendi di aprile e maggio della prima squadra e dei tecnici delle giovanili servono almeno 100mila euro. Al termine dell’udienza del Tribunale di Bologna del 12 febbraio, era stato quantificato il passivo della società, e la situazione di liquidazione giudiziale durante l’esercizio provvisorio, seppur eccezionale, è passata inosservata. Già in passato era stato dichiarato che in esercizio provvisorio, non è consentito accumulare nuovi debiti senza che ci sia una formale manifestazione di interesse per l’acquisto della società.

L’appello all’imprenditoria locale da parte di Servadei è chiaro ma finora ci sono stati solo contatti informali, nessuna proposta concreta. A suo dire, chi acquista oggi rileva un club pulito dalle pendenze pregresse, al netto di 170mila euro di debiti sportivi in caso di salvezza in Serie D. Questi debiti però verrebbero meno in caso di retrocessione in Eccellenza. Ora Il futuro dell’Imolese è appeso a un filo: senza acquirenti entro fine marzo, giocatori e staff dovranno scegliere se proseguire gratuitamente. Un’ulteriore speranza arriva però del direttore generale Savini, che in casi estremi, ha dichiarato che potrebbe attingere dal proprio patrimonio personale per salvare la situazione.

Riccardo Barro

26 Febbraio 2026

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