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La squadra Sona e lui canta

Dopo quello causato dall’arrivo di Maicon, un altro tsunami mediatico si è abbattuto sul Sona, ondata più che giustificata dal momento che la società veronese ha deciso di tesserare Enrico Ruggeri per queste ultime sei partite di campionato. Il motivo alla base di questa scelta è stato spiegato dal nuovo giocatore rossoblù, il quale durante la sua presentazione ha confermato di aver preso parte a questo progetto spinto dalla volontà di giocare nella stessa squadra di Maicon, decisione più che comprensibile vista la sua fede nerazzura. Tuttavia, l’arrivo di Ruggeri in terra veneta ha suscitato più di una polemica: è stato completamente dimenticato il concetto secondo cui “il lavoro paga”, sarebbe infatti tantissimo il lavoro da fare per collezionare anche solo una presenza su un campo di Serie D.

Questa mossa attuata dal Sona non sarà stata assolutamente vista di buon occhio da tutti quei ragazzi tesserati in una squadra di Serie D che stanno facendo dei sacrifici inimmaginabili per poter strappare anche solo una convocazione. Chissà però che questo tesseramento non abbia saziato la “fame mediatica” della società veneta, che nel giro di tre mesi si ritrova di nuovo su tutti i giornali, ma, ancora una volta, non per meriti sportivi. In seguito alla sconfitta subita domenica scorsa contro l’indomabile Fanfulla, la squadra guidata da mister Damini si è vista superare in classica dal Ponte San Pietro, ritrovandosi così in zona play out.

Ognuno di noi ha dei sogni, quello di Ruggeri prevede una partita di calcio insieme al proprio idolo Maicon, ci sono invece tantissimi giocatori che, abituati a calpestare il rettangolo verde almeno quattro volte alla settimana, continuano ad allenarsi per partecipare a un incontro di Serie D anche solo per cinque minuti: questa storia ci consiglia di aprire gli occhi ogni tanto perché qualcuno potrebbe ingiustamente rubarci il nostro sogno.

(foto: Sona)

Emanuele Vento 

 

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