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Eccellenza | Bonazzi-Ardor Lazzate tra amori che non finiscono, giri immensi, ritorni. Ma le parole estive…

Con un comunicato stringato, l’Ardor Lazzate martedì mattina ha nominato come nuovo allenatore della prima squadra Roberto Bonazzi. Due righe che affidavano, appunto, l’incarico al tecnico bergamasco. Che, per chi ha buona memoria, era già stato accostato (anzi, presentato) alla società gialloblu. Per una volta ci siamo risparmiati l’ormai consueta frase “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. Antonello Venditti avrà tirato un sospiro di sollievo, anche se quello tra Bonazzi e l’Ardor sa proprio di ritorno di fiamma. Anche se forse non per tutti.

 

Le vicende estive e le parole presidenziali

Passo indietro nel tempo. A giugno, Roberto Bonazzi viene scelto come nuovo allenatore dell’Ardor Lazzate. Una foto con tanto di stretta di mano con il direttore sportivo Marco Proserpio, riformando la coppia che tanto bene aveva fatto a Seregno, in Serie D. Poi qualcosa si incrina. Bonazzi viene accostato alla panchina del Brusaporto, i flirt vengono scoperti e il matrimonio salta. Lazzate si lecca le ferite e sceglie Gianluca Antonelli. Il binomio non durerà a lungo, ma durante la prima presentazione a luglio, il presidente Luca Lo Cicero dà il benvenuto al nuovo allenatore e congeda Bonazzi. Con parole precise: “Non voglio più sentire il nome di Roberto Bonazzi, ci eravamo dati la mano e per me la parola ha ancora una certa importanza”.

 

La pace invernale con Proserpio

La stagione gialloblu, però, non va come da aspettative. Che erano alte, vero, ma Lazzate resta costantemente nella parte destra della classifica. Quando l’Ardor silura Antonelli, il direttore sportivo Marco Proserpio va sul sicuro per provare a dare una svolta alla sua stagione. Alessio Vianello è amico fidato, oltre che tecnico capace di arrivare fino alla fase nazionale dei playoff e alla finale di Coppa Italia con la Casatese. Ma la scossa non arriva e il 6-1 di domenica a Sant’Alessio è macigno troppo pesante per evitare cambiamenti. Prima di Natale, poi, succede qualcosa. Il rapporto tra Marco Proserpio e Roberto Bonazzi era solido, direttore sportivo e allenatore si chiariscono e torna l’amicizia. Che sarebbe rimasta tale, se a Lazzate fossero arrivati i risultati. Ma due sconfitte nelle prime tre gare di ritorno, hanno portato al nuovo ribaltone.

 

La nuova Ardor di Bonazzi

Come l’avrà presa il presidente Lo Cicero? Probabilmente non benissimo, anche se i latini dicevano che “Verba volant”. Voltare pagina, insomma, anche perché c’è una situazione non semplice da risollevare. Domenica il debutto con il Settimo, come sarà la nuova Ardor? La certezza di Vianello era la difesa a 4, il credo di Bonazzi a Seregno il 3-5-2 che era nella mente di Proserpio anche in estate, quando fu costruita la squadra. Possibile la rivoluzione immediata? I giocatori per farla ci sono, anche nei giovani. L’idea, quindi, potrebbe essere quella di vedere Torriani, Sala (’00) e Pescara davanti a Bizzi (’99). Peverelli largo a destra (non domenica, la squalifica dà spazio a Dell’Aera o Candolini per un Ardor più bilanciata), un 2001 a sinistra con Calviello e Scapinello mezzali al fianco di Tindo. E davanti la coppia Grasso-Anzano. Restyling Ardor, in panchina un ritorno al passato. Almeno nei pensieri.

Paolo Andrea Zerbi

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