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L’intervista al portiere Sergio Viotti: “A Sant’Angelo è stata una cavalcata incredibile. Il mio viaggio non è ancora finito”

Ai microfoni di Be.Pi Tv abbiamo intervistato il portiere attualmente svincolato Sergio Viotti (classe 1990). La scorsa stagione ha vestito la maglia del Sant’Angelo, squadra con la quale ha vinto il campionato di Eccellenza conquistando la Serie D. Un portiere con alle spalle oltre 50 presenze in nazionale e tante presenze tra i professionisti. Con lui abbiamo parlato del momento, del suo passato e dei suoi obiettivi per la sua carriera.

Come stai vivendo questo momento?

“In questo momento la sto vivendo con grandissima serenità anche perché fino a 10 giorni fa mi sono dedicato ai tornei notturni, ho un lavoro che mi permette una crescita costante a livello umano e a livello professionale e quindi la sto vivendo bene, aspettando la situazione giusta”.

Hai ricevuto diverse proposte, come mai non si sono concretizzate?

“Si, ho avuto svariate proposte, delle quali alcune non ho potuto accettare per la distanza. Come ho detto prima ho un lavoro e una famiglia, quindi le mie priorità a 32 anni sono cambiate. Automaticamente il mio lavoro è in crescita costante, quindi non me la sentivo assolutamente di interrompere questa crescita. Le altre proposte non si sono concretizzate perché a livello economico non mi soddisfavano siccome andavano a penalizzare tutto quello fatto l’anno scorso, durante il quale è arrivata la vittoria di un campionato ed è stato un anno straordinario, automaticamente ho declinato le offerte. Altre invece non si sono concretizzate perché ero in parola con una squadra, che per correttezza non dico quale, che alla fine, nonostante fossimo d’accordo su tutto, ha deciso di declinare la prima offerta giocando al ribasso e secondo me è inaccettabile e quindi con grande serenità non ho accettato. Però sono carico per iniziare una nuova avventura, sia in Serie D che in Eccellenza senza nessun problema”.

I tuoi obiettivi personali per il prosieguo della tua carriera?

“I miei obiettivi personali possono essere svariati e non sono prefissati. Intanto è importante cercare una soluzione seria, una squadra seria, con degli obiettivi anche step by step e quindi crescere insieme. Sto cercando una soluzione del genere”.

Che stagione è stata quella con il Sant’Angelo? Qual è stata la chiave che ha portato alla vittoria del campionato secondo te?

“A Sant’Angelo è stata una cavalcata incredibile, abbiamo vinto un campionato meritando di vincerlo, perché quando sono arrivato a dicembre eravamo a meno 7 e grazie alla forza del gruppo, a una società importante, a un grande allenatore e a una piazza che non ci ha mai fatto mancare il loro sostegno, abbiamo portato a casa un campionato incredibile, fatto di grandi battaglie e sofferenza. Però alla fine è sempre bello festeggiare che guardare festeggiare”.

Il momento più bello della tua carriera fino a oggi?

“Non so sceglierlo perché ce ne sono tanti di ricordi belli. Ti posso dire il mio esordio a Brescia nella squadra del mio cuore in Serie B, ti posso dire sempre quell’anno la vittoria del campionato, così come l’esordio in Nazionale e tutte le gare disputate. Sono tanti i momenti belli della mia carriera, tutte le piazze in cui ho giocato da Trieste a Martina Franca, Grosseto, Vercelli, Cremona, tutte piazze importanti che mi hanno lasciato qualcosa di magico e un bagaglio personale arricchito. Quindi la mia carriera di 15 anni nei professionisti mi ha lasciato la possibilità di visitare, vivere e conoscere persone in tutta Italia, per questo uno dei momenti più belli può essere anche il viaggio magnifico che ho fatto in questi anni, ma il mio viaggio non è ancora finito”.

Christian Spada


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