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Eccellenza | Marco Proserpio e l’Ardor Lazzate: “Qui è casa mia, ci sono i presupposti per alzare l’asticella”

Estate prima, inverno poi, Marco Proserpio è stato l’uomo mercato della stagione 2019/2020. Nomi altisonanti a giugno, rivoluzione a dicembre per provare a puntare una clamorosa rimonta. Il fine? Come sempre il bene della sua Ardor Lazzate. Casa sua anche “dietro la scrivania”, tra primi passi da direttore sportivo, consacrazione e ritorno in grande stile. «Con Pierangelo Balzarotti dicevano che non saremmo durati più di dieci minuti. Sono dodici anni che lavoriamo insieme. Sì, posso dirlo, a Lazzate mi sento a casa».

 

Alzare l’asticella e puntare sempre più in alto

L’ascesa dalla Prima Categoria in Eccellenza. La vittoria della Coppa Italia (con finale conquistata anche l’anno successivo e i playoff). Ora Marco Proserpio vuole qualcosa in più: «Siamo una realtà, per questo penso sia arrivato il momento di fare un passo in più. Questo anche grazie a Mattia Grassi di GF Acciai di Treviglio, amico mio e del preziosissimo Andrea Cazzaniga, e anche a Maestri Cuscinetti di Monza. Persone che già da tempo fanno tanto per l’Ardor Lazzate e che permettono di guardare al futuro con maggiore solidità». Anche perché le premesse per fare il grande passo ci sono tutte. «Abbiamo un settore giovanile sempre più ampio e che raccoglie risultati. A gennaio partiranno i lavori per la realizzazione del sintetico. Anche con la prima squadra vogliamo fare il grande passo e provare a salire in Serie D». Per un mercato che non sarebbe ancora terminato. Dagli Stati Uniti, infatti, è pronto a tornare in Italia Marco Torriani, centrale classe 1996 in passato a Fenegrò.

 

L’anno a Seregno da lezione, la pace con Bonazzi

In Serie D, Marco Proserpio c’è già stato. Stagione 2017/2018, Seregno dopo gli anni d’oro all’Ardor. «Era il mio primo anno in Serie D, ho imparato tanto. Abbiamo raggiunto l’obiettivo finale e ho instaurato un rapporto speciale con RobertoBonazzi». Alla fine fu salvezza. Sofferta, ma senza passare dai playout. Il rapporto con Bonazzi restò ottimo, tanto che il tecnico bergamasco doveva essere l’allenatore gialloblu per questa stagione. Poi il passo indietro e lo strappo. Ricucito. «Ci siamo visti proprio in questi giorni, abbiamo fatto pace. Era una cosa che volevamo entrambi, visto quanto fatto in quella stagione».

 

Un leone, dentro e fuori dal campo

Marco Proserpio vive le partite a modo suo. Un leone, come spesso si autodefinisce, sia quando è in panchina così come quando è in tribuna. «Sento molto le gare, ma nel mio futuro mi vedo sempre come direttore sportivo e non come allenatore. Mi piace dare una mano, quello sì. Durante la settimana o in partita, anche sfruttando proprio gli insegnamenti di altri tecnici».

 

Operazione rimonta? “Perché no!”

Pareggino con la Sestese, poi la vittoria sontuosa a Vergiate. Lazzate ha chiuso al settimo posto al pari di Pavia e Accademia Pavese con 20 punti all’attivo. A -14 dal Verbano capolista. Eppure il mercato invernale fa capire come la volontà del “Prose” sia quella di ottenere il massimo dalle restanti quindici partite. «Resto convinto delle qualità della rosa allestita in estate, anche se forse qualche errore l’ho commesso. Ma l’ambizione non deve mai mancarci. Contro la Vergiatese ho visto ancora un po’ di timore in avvio, poi una gran partita dopo il nostro gol». E allora ecco il segreto per il girone di ritorno: «Ottenere il massimo nelle prime 5-6 partite e vedere se avremo rimontato posizioni e sgranocchiato qualche punto. Lì faremo il primo punto». Senza parlare né di playoff né di vittoria finale. Ma conoscendo Proserpio, voi su cosa puntereste?

Paolo Andrea Zerbi

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