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Mario Rebecchi e il suo Varzi da urlo

Sono passate solo due giornate, ma se c’è una squadra che, partita a fari spenti, sta invece sorprendendo tutti, questa è proprio il Varzi. Non sarebbe però corretto sostenere che i granata sono la sorpresa del Girone B, perché parlare di sorpresa dopo aver letto i nomi della squadra di Alessandro Pagano è quanto meno ingeneroso. Uno su tutti è quello di Mario Rebecchi classe 1983, due presenze con l’Inter in Coppa Italia, nel 2002, oltre a una carriera tra Serie B e C con le maglie di Genoa, Parma, Cremonese, Lumezzane, Andria, Lecco e Real Vicenza, tra le altre, prima del ritorno nei dilettanti in Serie D con Bellinzago, Olginatese e Derthona. Insomma un autentico big che ha sposato da tre anni a questa parte il progetto Varzi con un preciso intento: <Sono arrivato con la promessa di portare il Varzi in Eccellenza e ce l’ho fatta – spiega con comprensibile orgoglio Rebecchi – e ora che siamo qui ci giochiamo questo strano campionato senza nasconderci>. E proprio questa è probabilmente la vera forza di una squadra che non vuole certo fermarsi proprio sul più bello: <Partire a fari spenti – continua l’attaccante pavese – è stata una scelta perché oggettivamente in un girone così ci sono autentici squadroni sia come blasone che proprio come struttura, ma noi non credo che siamo così inferiori. Abbiamo mantenuto l’ossatura di questi anni e inserito giocatori di livello assoluto, per cui dico che tutte le altre squadre dovranno certamente fare i conti con noi, che a differenza di altri, abbiamo la spensieratezza di non avere pressioni>. E nelle prime due partite, tutto questo si è ampiamente visto: <Con il Pavia abbiamo pareggiato – analizza Rebecchi – ma avremmo meritato qualcosa in più, mentre con il Sancolombano siamo stati bravi a indirizzare subito la partita a nostro favore. Ci giocheremo queste dieci partite al massimo delle nostre possibilità perché qui davvero può succedere di tutto>. L’attaccante granata entra quindi nel merito di un campionato che finora lo ha visto ai box per un piccolo infortunio, ma che presto lo vedrà sicuro protagonista: <Credo che il Sangiuliano sia la squadra più forte e inoltre abbia un giocatore che sposta tutti gli equilibri come Davide Rossi che certamente è di un’altra categoria. Poi Sant’Angelo, lo stesso Pavia o la Vogherese sono tutte formazioni abituate a ben altri palcoscenici>. Quegli stessi che lui ha vissuto per molti anni, a coronamento di un sogno cominciato da bambino: <Sono arrivato all’Inter negli Esordienti e ho avuto la fortuna di restarci fino all’esordio in prima squadra, allenandomi e giocando con campioni che vedevo solo nelle figurine. Poi ho fatto la mia carriera quasi tutta in Serie C, senza rimpianti, ma con l’orgoglio di essere riuscito comunque a coronare il sogno di giocare nella mia squadra del cuore>. Adesso la sua squadra del cuore, oltre a quella nerazzurra, si chiama Varzi dove tre anni fa ha scelto di ripartire: <Sono arrivato in una società modello – spiega Rebecchi – guidata con passione e competenza dal presidente Fabrizio Catenacci che sta facendo qualcosa di impensabile per un paese di 3mila abitanti e sin da subito mi sono sentito a casa>. Il sogno dunque continua: <Sappiamo che sarà difficile – conclude l’attaccante del Varzi – ma noi ci proveremo con tutte le nostre forze per centrare quella che sarebbe davvero un’impresa>.

Andrea Grassani

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