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Davide Milazzo

Eccellenza – Esultanza alla Bresciano, Milazzo vuole il trono dei bomber: “Un onore stare lassù, salvo Mariano a suon di gol”

Il rigore segnato al Villa Cassano è l’undicesima rete in campionato di Davide Milazzo. Una rete che pesa tantissimo sulle possibilità di salvezza del Mariano (sempre più concrete), un pallone che pesava come un macigno «In avvio di gara avevo sbagliato un gol, rimanendo un po’ più indietro rispetto al pallone. Ma sono il rigorista e mi sono preso la responsabilità», le parole dell’attaccante.

 

Qualche infortunio di troppo, l’esplosione in maglia Uboldese

Settore giovanile a Saronno (quando nella città degli Amaretti l’FBC aveva ancora un peso notevole), poi la grande occasione con la maglia della Bustese, in Eccellenza. «Dopo un avvio un po’ complicato, ci stavamo risollevando e anche io stavo trovando il gol con discreta continuità. Poi uno strappo di sette centimetri ha fermato la mia stagione e ho dovuto alzare bandiera bianca», spiega Milazzo. Infortuni che, in ogni caso, non hanno fermato la voglia di esplodere dell’attaccante classe 1991. Consacratosi, definitivamente, all’Uboldese: «Una società che mi ha permesso di recuperare da quell’infortunio e a cui devo tanto, è stata per me una seconda famiglia». Due annate e mezzo segnando rispettivamente 6, 13 e 18 gol, l’intesa perfetta con Simone Maugeri e la chiamata da parte dell’ambiziosa Castellanzese, sempre in Promozione.

 

Consacrazione a Castellanza, con un rimpianto finale

In neroverde il massimo dei gol in una stagione, 20, e la vittoria del campionato. Poi l’ascesa in Eccellenza, un’annata chiusa con 11 gol: «Ma con qualche infortunio di troppo alla caviglia, soprattutto in finale di stagione. Ero in media con i gol fatti in questa stagione». Da lì, per Milazzo, un piccolo rimpianto legato al campionato che sta facendo ora la Castellanzese: «Magari se avessi giocato e segnato nel finale di stagione sarei potuto rimanere. Castellanzese una sorpresa? Mi ha stupito soprattutto la solidità difensiva e mentale che ha saputo dare il loro allenatore (Fiorenzo Roncari, ndr). In più hanno saputo aspettare i giovani dello scorso anno e penso stiano raccogliendo i frutti, aiutati magari dal fatto che le inseguitrici stanno trovando solo adesso continuità».

 

Una “statua” in stile Mark Bresciano e un’annata passata con i più grandi

Quando segna, Milazzo si ferma, immobile a testa alta. Una “statua”, nell’esultanza che caratterizzava i gol di Mark Bresciano, ex Palermo. Un marchio di fabbrica coniato con Roberto Colombo proprio ai tempi di Castellanza: «In realtà non so bene come nacque questa cosa, ma mi è piaciuta da subito e continuo ad esultare così». E di esultanze, in questa stagione, Milazzo ne ha fatte tante superando la doppia cifra nel 2019 e vivendo un’annata con i bomber più forti di questo girone: «Vedermi al fianco di un top player come Alessandro Anzano mi riempie d’orgoglio e mi dà ancora più motivazioni per il finale di stagione. Sarà difficile, ma in cuor mio spero proprio di vincere la classifica marcatori».

 

Emiliano Palazzi da ex e ora un Mariano da condurre alla salvezza

Domenica il Mariano andrà a Castano Primo, altra tappa fondamentale per la salvezza. E Davide Milazzo ritroverà Emiliano Palazzi, l’allenatore avuto nel recente passato a Castellanza: «Con lui ho sempre avuto un bel rapporto. Mi ha anche cercato quest’inverno, ma a Mariano sto veramente bene». Una rinascita cominciata dopo la scelta della scorsa estate: «Mi cercò fortemente Danilo Battistini. Mi spiace per l’esonero, era un periodo in cui i risultati purtroppo non stavano arrivando. Con Rovellini abbiamo trovato una miglior quadratura, siamo più bassi c’è da fare qualche sacrificio in più ma mi sento bene fisicamente e con Giugliano e Gualandris ai fianchi mi intendo a meraviglia». Tutti gli ingredienti per condurre il Mariano alla salvezza. A suon di gol.

Paolo Andrea Zerbi

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