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Moroni

Eccellenza – Moroni, il nuovo che avanza: “Doppietta? Nemmeno nei Pulcini. Ma ora sogno la Serie D”

In una fredd(issim)a giornata di fine gennaio, Samuele Moroni ha pensato bene di togliere ben più di una castagna dal fuoco (o meglio, dal ghiaccio) della Castellanzese. Classe 1998, professione centrocampista, Moroni sta trovando in neroverde la definitiva consacrazione. Frutto di una fiducia che l’ex Busto 81 sta ripagando con prestazioni superlative.

 

Castanese vittima preferita, una domenica da sogno

«Una doppietta? Penso di non averla mai fatta nemmeno nei pulcini». Una battuta che fa capire il momento che sta vivendo Moroni. Ma che fa anche capire come il rapporto con la porta non sia quello di un bomber. «Ho sempre fatto il centrocampista, solo alla Pro Patria ho giocato attaccante ma ero una punta molto atipica. Però devo ammettere che le sensazioni dopo aver segnato sono qualcosa di unico. Domenica ero soddisfatto, ho sbloccato una partita complicata: non eravamo la solita Castellanzese». Poi quel tiro, scoccato dal limite dell’area su scarico di Gibellini e culminato sotto l’incrocio dei pali: «E’ una mia caratteristica. Sento tanta fiducia in me stesso e da parte dei miei compagni, per questo quando ho l’occasione non mi tiro indietro».

 

Milan, Varese e Pro Patria, giovanili da Pro

L’approccio con il pallone a Solbiate Olona, luogo natio. Poi il passaggio al Milan e infine cinque anni al Varese. «Tanti allenatori che mi hanno insegnato molto. In rossonero mi avevano provato anche in difesa. Ma giocavamo ancora a sette e penso sia stato solo per farmi un po’ le ossa. Gennari (l’attuale allenatore della Sestese, nda) negli anni a Varese l’allenatore che mi ha insegnato di più a livello tecnico». Poi la Pro Patria, giocando anche da attaccante. Non un grande feeling con la porta, ma all’occorrenza…

 

Busto 81 la prima a crederci, Castellanza per la continuità

Due stagioni fa la prima esperienza nel mondo dei grandi. Con i biancorossi del Busto 81. «Mi allenavo già con loro quando hanno vinto la Promozione, è stato facile accettare l’anno successivo. Spiace solo come è finita la scorsa stagione. Perché ho lasciato i biancorossi? Cercavo un po’ più di continuità e Castellanza mi sembrava la piazza giusta». +9 sulla seconda, la scelta si è rivelata più che corretta. «Un vantaggio inaspettato, merito di uno spogliatoio che rema nella stessa direzione. Anche con i più esperti si è creato un clima sereno. Si sente spesso di senior che martellano i più giovani, a Castellanza hanno sempre i modi giusti per spronare i compagni e far sì che tutti diano il massimo». E in panchina un allenatore come Fiorenzo Roncari: «Di lui apprezzo il fatto che sa tirare fuori il meglio da ogni giocatore, che chiede le cose che uno sa fare senza andare oltre. Poi logico, gioco con più regolarità ed è normale dire che mi trovo bene».

 

Futuro? Sognare… con la testa sulle spalle

Settori giovanili anche professionistici, futuro a breve termine nei dilettanti. Perché il ragazzo (prima ancora che il giocatore) ha la testa sulle spalle: «Anche da piccolo non mi sono mai montato la testa, non vedo perché dovrei farlo ora. Studio, faccio l’università, ho trovato il mio equilibrio». Ma un piccolo sogno c’è: «Vorrei salire di categoria e giocare in Serie D. Con la Castellanzese? Spero proprio di sì». E Moroni è già pronto a scoccare un’altra freccia da fuori area.

Paolo Andrea Zerbi

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