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Eccellenza – “Più arretro più faccio gol, a saperlo prima…”. Emanuele Orlandi, “Ribelle” solo per amore

Emanuele Orlandi, il centrocampista col vizio del gol. E che vizio! “All’ombra di San Siro, c’è una grande squadra” recita l’inno ufficiale dell’Alcione. C’è anche un grande, grandissimo centrocampista che con le sue reti (e le sue prestazioni) sta portando i suoi compagni a una comoda salvezza in Eccellenza, quella che per gli arancioblù è una sorta di Serie A.

 

Una mezzala che segna come un centravanti

 

“Più arretro in campo, più faccio gol. A saperlo prima…”. La battuta di Orlandi è emblema di come il centrocampista stia vivendo stagioni sopra le righe. In carriera una decina di gol, record già battuto nelle ultime due stagioni a due passi da San Siro. Due anni da top player in Eccellenza: “Sto dando continuità alla stagione passata quando avevo chiuso con 7 reti. Sono sincero, devo dire che la continuità sotto porta mi piace e dà parecchie soddisfazioni personali”. Come responsabilità la fascia al braccio, scelto come leader dai compagni di squadra: “Mi dà maggiore responsabilità, in campo e non solo. Mi piace portare il mio bagaglio di esperienza in una società che ha voglia di ascoltare chi ha vissuto anche altre categorie”.

 

Il sogno Milan e la tripletta in maglia Carrarese

 

Primi calci all’Aldini, poi otto anni in maglia rossonera. Emanuele Orlandi ha vissuto, come molti, il sogno di grandi palcoscenici vivendo comunque tanti anni da professionista: “Carrara è stata sicuramente l’esperienza che porto nel cuore. La promozione dalla C2 alla C1 attraverso i playoff, la vittoria 3-0 a Piacenza l’anno successivo con una mia tripletta. È stato il punto più alto della mia carriera”. Piacenza che poi tornerà nella carriera di Orlandi: “Quando sono arrivato ho ritrovato il mio allenatore di Carrara (Francesco Monaco, ndr). Ci abbiamo riso su”.

 

Un “Ribelle” ma… solo per amore!

 

Prima di tornare nella sua Milano, una stagione nella squadra del Ribelle, formazione di Castiglione di Ravenna. Lui che, laureato in Scienze della Comunicazione, ha tutto tranne che del ribelle in campo e non solo. “Era andata male una precedente esperienza al Sestri Levante, avevo conosciuto la mia attuale ragazza che è romagnola e mi ha chiesto di restare vicino a casa sua. Non ho avuto remore, ho cercato una squadra in Romagna e ho aumentato il mio bagaglio di esperienze lontano da casa”. Ma il richiamo di Milano era troppo forte e così anche Francesca ha sposato la causa meneghina

 

Alcione la nuova rinascita, l’inizio di una nuova vita

 

Il ritorno a Milano e il tesseramento all’Alcione lo scorso anno. Mezzala col vizio del gol, in una realtà dove si vive il calcio anche con altre priorità: “Mi sono laureato e ho iniziato a lavorare, fortunatamente ho trovato un ambiente dove si può vivere il calcio in maniera più rilassata. Ma che, al tempo stesso, mi dà la possibilità di giocare in piazze calde come Varese e Legnano. Conoscevo Alessio Scalzo, allenatore in seconda, ed è stato semplice trovare un accordo”. E il futuro? “All’Alcione sto molto bene e mi piacerebbe dare continuità alla mia carriera qui. Anche perché è un impegno che, al tempo stesso, mi permette di dare continuità anche al mio impegno lavorativo. Anche se ammetto che, al tempo stesso, è difficile mettere freni alle proprie ambizioni”. Idee chiare per un “hors categorie” nella nostra Eccellenza.

Paolo Andrea Zerbi

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