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Pavia Eccellenza, la carica di mister Fiorito: “Mancano ancora 90 minuti, giocheremo alla morte”

Il Pavia ha vissuto fin qui una stagione più che complicata. L’obiettivo iniziale era quello di disputare un campionato di alta classifica per provare a puntare alla promozione in Serie D, poi, il campo, ha detto altro. 3 allenatori e mezzo e una stagione più che mai tribolata, con gli inizi sotto la gestione di Albertini, poi l’arrivo di Fiorito, poi qualche panchina per Andolfo e infine Fiorito, che sta cercando di portare il Pavia alla permanenza in Eccellenza. Nella prima gara playout il Pavia ha vinto per 3-1 sul campo della Base 96, e nel fine settimana al Fortunati si giocherà la partita più importante della stagione.

“Il primo risultato è sicuramente positivo, ma al di là di questo mancano ancora 90 minuti, e non è retorica ma un dato di fatto. Bisogna prendere quanto di buono abbiamo mostrato, ritmo alto e occasioni sfruttate bene, siamo riusciti a limitare la squadra avversaria che era comunque forte e molto determinata, oltre al fatto che giocava in casa. Credo che alla fine sia stato un match piuttosto equilibrato, noi nella ripresa siamo riusciti a costruirci qualche occasione in più e l’abbiamo portata a casa. Adesso mancano altri 90 minuti, noi giocheremo alla morte e loro faranno lo stesso, sarà la partita della vita per entrambe”.

Che squadra hai trovato quando sei tornato a sederti sulla panchina del Pavia?

“É sempre difficile fare paragoni tra il prima e il dopo, quando sono arrivato all’inizio la squadra arrivava da un periodo negativo e la situazione era diversa. Adesso ho trovato una squadra consapevole di dover lottare per salvarsi. Nonostante queste due motivazioni diverse, la costante è sempre stata l’applicazione e la voglia di raggiungere l’obiettivo, qualunque esso sia. Abbiamo sempre lavorato bene, sia in allenamento che poi in campo”.

Cosa si aspetta da questa partita di ritorno?

“É chiaro che essendo un playout può succedere di tutto e ci sono tante variabili. Già all’andata c’erano i presupposti per fare bene da entrambe le parti, si partiva in parità. Alla fine il campo dà giudizi e ti scontri con la realtà e con i valori, ci può stare anche qualche episodio positivo e il risultato viene determinato da tutto questo insieme di cose. Onestamente neanche io pensavo di vincere 3-1 prima della partita, ma come la Base sapeva che non avrebbe vinto in maniera facile. Ci giochiamo tutto al Fortunati, in casa nostra e davanti al nostro pubblico”.

 

Francesco Nigro

 

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