L’AC Prato, tramite un comunicato ufficiale, ha dichiarato di aver subito due punti di penalità e una multa a causa dei debiti della vecchia gestione. Il club prepara il ricorso.
Club penalizzato, pronto l’appello
Doccia fredda per l’AC Prato. Il Tribunale Federale accoglie le richieste della Procura: due punti di penalizzazione e 5000 euro di multa per il club toscano. La colpa risiede nell’omesso deposito delle liberatorie entro il 10 luglio scorso da parte della precedente proprietà. La nuova dirigenza non ci sta. “Riteniamo di aver dimostrato la nostra correttezza“, spiega la presidente Asmaa Gacem, chiarendo di aver rilevato le quote il 14 luglio e pagato i debiti l’indomani.
Ora il club è tenuto a rispondere dei fatti dell’ex patron Stefano Commini. L’avvocato Sandro Guerra annuncia battaglia: “Proporremo sicuramente reclamo alla Corte Federale d’Appello“. Il legale evidenzia poi al giudice un paradosso: saldare anticipatamente i debiti avrebbe comportato un’inevitabile violazione della legge penale. Di seguito il comunicato ufficiale da parte del Club
Comunicato ufficiale
“AC Prato comunica che il Tribunale Federale, all’udienza tenutasi oggi, ha accolto le richieste formulate dalla Procura Federale, irrogando alla Società la pena dell’ammenda di € 5.000,00 e la penalizzazione di due punti in classifica. Il deferimento riguardava l’omesso deposito, entro il termine del 10 luglio 2025, delle liberatorie da parte della precedente proprietà. “Riteniamo di aver dimostrato la nostra correttezza”, spiega la presidente Asmaa Gacem, “abbiamo acquistato le quote della Società il 14 luglio e la mattina successiva abbiamo pagato tutti i debiti”.
L’avvocato Sandro Guerra, che ha assistito AC Prato nel procedimento disciplinare, chiarisce che la Società è chiamata a rispondere per il fatto contestato all’ex presidente Stefano Commini e annuncia il ricorso: “Proporremo sicuramente reclamo alla Corte Federale d’Appello. Le motivazioni saranno note entro i prossimi dieci giorni, ma sin d’ora rilevo che la Società non poteva pagare i debiti se non violando la legge penale. È singolare che questa circostanza, stando al dispositivo, non sia stata tenuta in considerazione.”
Riccardo Barro
24 Febbraio 2026