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Gioele Mureno

Promozione B | Castello Cantù, alla scoperta di Gioele Mureno calciatore e uomo

In questa stagione tutti immaginavano che la matricola Castello Cantù potesse fare un grande campionato, ma forse era più difficile vedere la formazione canturina lì in alto a giocarsi, punto a punto, la vittoria finale con la Speranza Agrate ed il Luciano Manara. Merito di questo grande exploit della formazione canturina va ai suoi tanti talenti, tra i quali Gioele Mureno che quest’estate, nonostante le tante offerte, ha scelto Cantù e non solo per motivi calcistici…

A Cantù per cercare la svolta, con uno sguardo al futuro

Proveniente da Trento in Serie D, dopo aver fatto Lecco, Seregno e Pesaro assieme ad altre piazze di Serie D e Serie C, quest’estate con il suo bagaglio di esperienza Gioele è approdato a Cantù per provare una nuova esperienza, ma non solo.  «Io con le città del basket ho un rapporto particolare visto che sono stato a Pesaro e Trento e ora a Cantù.  Però, diciamo, che ho fatto più che una scelta calcistica una scelta di vita. Ero un po’ un stufo, un po’ deluso da questo “calcio che conta”.  Poi sono arrivato a quasi 28 anni che mi sono sentito obbligato a tirare le somme, perchè ho detto cosa ho in mano e come mi vedo tra qualche anno quando il calcio finirà e mi sentivo un po’ perso, un po’ a vivere la giornata con poche certezze e garanzie. In più a breve diventerò papa (a fine marzo dovrebbe diventare papà di Matilde) e quindi avevo bisogno di certezze e purtroppo il mondo del calcio certezze non ne da. Non lo nego, avevo già un mezzo accordo con una squadra di D e a luglio ho scoperto che mia moglie era incinta perciò lì tutto è cambiato». Dopo aver saputo che per Gioele il mondo sarebbe cambiato, ed in meglio, è cambiata la sua prospettiva sul calcio, ma da Trento a Cantù, com’è nata questa scelta? «Conoscevo il direttore Sgroi e devo dire che è stato tutto molto semplice. Non mi pento di aver scelto Cantù, anzi ho trovato la tranquillità che cercavo. Prima vedevo a 35/36 anni senza più il calcio e avevo paura ora è diverso. La società mi ha aiutato molto e ora sono tranquillo. Devo ringraziare il Presidente Bettio perchè mi ha aiutato nel minor tempo possibile, veramente a lui e a tutto il Cantù non posso dire altro che grazie».

«Non mi aspettavo un campionato così tosto»

Ora però dopo aver capito le motivazioni che hanno spinto il terzino in Promozione, bisogna parlare di calcio. E per uno abituato a “grandi palcoscenici” immergersi nel mondo della Promozione non è un passo così semplice. Però la naturale fase di ambientamento è stata superata con profitto, questo grazie anche all’ambiente canturino, positivo e ambizioso: «Qui – continua Gioele – a Cantù ho trovato un’ambiente bello, un’ambiente che ha bisogno di crescere sotto tanti punti di vista. Sono i primi anni che si sta avviando questo percorso. L’ambiente è molto familiare dove si sta bene e tranquilli, senza nemmeno troppe pressione. Con questo anno dove i risultati tutto è ancora più bello!»

Tante per Mureno le sorprese, anche in campo

L’impatto per Mureno con la Promozione è stato fin da subito positivo, anche se. come lui stesso afferma – non si aspettava di trovarsi in un “calcio” così complicato: «Non mi aspettavo – dice Mureno – un campionato così combattuto. Più che altro non mi aspettato così tante squadre che stanno lì davanti a poche giornate dalla fine. Ho trovato un campionato difficile perchè non è che io, venendo da due tre categorie sopra, prendo palla e gioco da solo tutt’altro. È un altro calcio, molto diverso e non per questo peggiore o migliore. È un campionato diverso dove ogni domenica te la devi sudare, due settimane fa abbiamo perso a Barzago e loro sono penultimi. Sono tutte partite a sé…». Nuova realtà, nuova città, nuovi compagni, ma anche nuovi avversari. Le novità affrontate fino ad ora da Mureno sono state tante, ed anche in campo, sul rettangolo verde, si è imbattuto in parecchie sorprese: «Fino ad ora – continua Mureno – devo dire che ho visto tanti buoni giocatori, ma che mi hanno colpito forse quelli dell’Arcellasco, Agostoni e Caligiuri. Secondo me loro in attacco sono una delle squadre messa meglio».

«Si vince in settimana»

Ora però è giunto il momento di guardare avanti, e i jolly a disposizione del Castello Cantù di Pilia non sono certo terminati. La lotta per la vittoria finale è tutt’altro che chiusa, anzi. Ma secondo uno dei protagonisti indiscussi di questa bagarre quale potrebbe essere l’elemento fondamentale? «Secondo me – chiude Mureno – non c’è un ingrediente che dici è quello decisivo per la vittoria. L’unica cosa che posso dire, per la mia esperienza, è che vincere i campionati è molto difficile, però li vinci in settimana. Chi continuerà a stare sul pezzo senza mai perdere di vista l’obiettivo i risultati arrivano. Dico che se contiamo così ce la giochiamo e potremo dire la nostra fine in fondo. Io ci credo».

Non resta altro che fare un ingrossa in bocca al lupo a Gioele Mureno uomo, prima che calciatore, che entro la fine dell’anno affronterà la sua sfida più difficile, bella ed appassionante: la paternità di Matilde, la sua certezza!

VA

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