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Redaelli

Serie D – L’Olginatese dà l’ultimo saluto a Gianpaolo Redaelli, un gigante bianconero

Si sono tenuti nel pomeriggio di martedì i funerali di Gianpaolo Redaelli, patron e fondatore nel 1968 dell’Olginatese.

Una sola parola per rendere l’idea del personaggio: «Gigante».

Perché questo era Gianpaolo Redaelli, un gigante, l’esempio e il punto di arrivo di chiunque abbia fatto calcio in Lombardia in questi lunghi cinquant’anni. Sempre alla ricerca di mille parole e decine di promesse, un presidente dovrebbe avere nella concretezza di Gianpaolo Redaelli l’unico vero esempio.

Perché quel che era l’Olginatese nel 1968, ed è oggi, passa per sogni diventati progetti, quindi realtà. Con collaboratori fidati e qualificati, l’Olginatese ha una militanza senza eguali in Serie D mentre intorno realtà e piazze di maggior fascino crescevano, prosperavano, ma anche morivano, e risorgevano.

Invece l’Olginatese è diventata il settore giovanile per eccellenza del calcio lombardo, perché davvero anello di congiunzione tra nuove leve cresciute con professionalità, e una prima squadra nel più importante lido del dilettantismo nazionale.

«Ci ha sostenuti, da lassù» la convinzione del direttore generale Fabio Galbusera, perché Gianpaolo Redaelli è scomparso domenica, mentre la sua Olginatese fermava la corazzata Como per il quinto risultato utile in fila.

La salvezza, il dono più grande alla memoria di questo gigante. Da oggi, ancor di più, lavoreranno il fratello Flavio, attuale presidente, il nipote Fabrizio, il direttore generale Fabio Galbusera, il direttore sportivo Giovanni Vassena e tutti gli altri, valenti, dirigenti e sostenitori di questa grande realtà. L’Olginatese. Figlia meritevole di un gigante. Gianpaolo Redaelli.

Alessandro Luigi Maggi

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