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Romano alza l’asticella del Varzi: «Ce la potremo giocare con tutti»

Quando si parla di bomber in Eccellenza, è normale pensare ad Alex Romano. Dopo una stagione e mezzo con l’Accademia Pavese, quest’estate l’attaccante di Cervesina, capocannoniere dell’ultimo girone A, si è trasferito al Varzi. L’inizio è stato molto confortante per i granata, che dopo la sconfitta con l’Ardor Lazzate, hanno ottenuto due vittorie consecutive ai danni di Rhodense e Base 96 Seveso. Ora però è arrivato lo stop, proprio sul più bello. «Stavamo affinando al meglio i meccanismi – spiega l’attaccante – La squadra ha avuto un ottimo impatto con la categoria, partendo già dal girone di Coppa Italia, dove siamo usciti imbattuti. In campionato con l’Ardor Lazzate meritavamo almeno un pareggio, ma ci siamo riscattati al meglio con la Rhodense. A Seveso non abbiamo offerto una grande prestazione, ma quello che conta è il risultato. Ce la possiamo giocare con tutti perché, eccetto un po’ il Pavia in Coppa, non ci ha messo sotto nessuno».

Bilancio

Per ora il suo bottino recita un gol, contro la Rhodense, in tre match di campionato. Romano è il terminale di un attacco super, completato dall’estro di Mario Rebecchi e dall’esplosività di Pasquale Cantiello e Alessandro Caputo. «Mi sono subito adattato agli schemi e ai nuovi compagni. Mario lo conoscevo già, più invecchia e più migliora: è uno dei motivi per i quali ho scelto Varzi. Mi trovo bene in campo sia con Caputo che con Cantiello. Murriero rappresenta una sicurezza, Rebuscini è sprecato per queste categorie, non lo conoscevo e mi ha impressionato molto. I giovani hanno avuto un po’ di difficoltà iniziali, ma ne sono venuti fuori alla grande, soprattutto Bernareggi, Grippo e Domenichetti. È importante che tutti quanti ascoltino e mettano in pratica i consigli dei più esperti».

Sospensione

Romano ha parlato anche di mesi di stop, che non lasciano ben sperare in vista della ripartenza nel 2021. I granata tenteranno di farsi trovare pronti per proseguire il loro ottimo cammino. «Dopo essere ripartiti senza regole, ci siamo fermati troppo presto. Un peccato non potersi nemmeno allenare. Anche senza giocare alla domenica, gli allenamenti erano essenziali per collaudare i meccanismi, restare in forma, fare gruppo e svagarsi. Iniziando il campionato a febbraio, avremmo bisogno di almeno un mese per prepararci e riprendere a pieno. L’importante, in ogni caso, è la salute. Speriamo ci diano la possibilità di ricominciare».
                                                                                                                                                                                                 
                                                                                                                                                                                                  Gianluca Giaconia 
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