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Saluzzo: presidente Boretto: «Il problema sono i tamponi, chi li pagherà?»

All’interno della Serie D ci sono posizioni contrastanti. Non tutti sono d’accordo con l’adozione dei tamponi rapidi, scelti dalla Lega Nazionale Dilettanti come soluzione principale per continuare i campionati. Il focus della questione, infatti, non è tanto sanitario, quanto economico, perché i club vorrebbero che fosse la Lega a coprire i costi dei test. Ne ha parlato anche il presidente del Saluzzo, Gianpiero Boretto, intervistato da Notiziariocalcio.com.

COSTI – «Io avevo votato per la sospensione del campionato, da lì si capiscono le mie intenzioni. Noi siamo una società dilettantistica, ci alleniamo di sera; se il problema non viene regolarizzato, non finirà mai. Il problema grosso sono i soldi: questi tamponi settimanali chi li pagherà? Questi 3000 euro servono solo per le spese di sanificazione, è impossibile andare avanti così; chi più e chi meno, credo che tutte le società siano in difficoltà. Bisogna trovare una soluzione economica, per non parlare delle date dei recuperi. Non abbiamo più i soldi degli incassi allo stadio, per noi erano importanti. Non è normale questa situazione, ci sono soltanto uscite e nessuna entrate.

PROTOCOLLO – «Se non si inventano qualcosa, per me possono anche fermare tutto poiché non si può proseguire. Le partite saltano a 24 ore dal fischio d’inizio, non si può più programmare nulla. Urge un protocollo chiaro che ci faccia scendere in campo. Tutti hanno interessi a ripartire, me ne rendo conto, ma così non si può fare, hanno difficoltà nella serie professionistiche, figuriamoci noi».

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