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Sant’Angelo, la gioia di capitan Lazzaro: “Vittoria unica. I tifosi la nostra arma in più. Gatti? Di un’altra categoria

Il faro del centrocampo barasino, il cervello di una corazzata che ha rotto gli equilibri del girone B di Eccellenza. Andrea Lazzaro è uno dei riferimenti del Sant’Angelo che si è appena guadagnato la promozione meritata in Serie D. Un curriculum che parla da solo, quello del centrocampista classe 1990 e capitano dei barasini, arrivato a vestire rossonero nell’estate del 2020. Fin dal principio per Lazzaro c’era solo un obiettivo: vincere. E dopo la delusione della passata stagione, Lazzaro ci è riuscito quest’anno, al termine di una cavalcata memorabile.

Che emozioni si provano a vincere un campionato così difficile?

“L’anno scorso la vittoria ci era sfuggiata all’ultima giornata perdendo malamente con l’Alcione. Devo dire che quest’anno ci siamo rifatti con gli interessi. Credo che abbiamo vinto un campionato più che meritato, e ogni vittoria, a qualsiasi livello, è un qualcosa di unico e speciale. Onore anche al nostro principale avversario, l’Offanenghese che è riuscita a tenerci testa per tanto tempo, ma alla fine siamo riusciti a vincere perchè ci abbiamo creduto sempre. Le emozioni sono indescrivibili, un grazie anche al nostro pubblico che ci ha sempre dato una spinta tremenda sia in casa che in trasferta. Credo che dei tifosi così si faccia fatica a trovarli anche in alcune piazze di Serie C”.

Che ruolo ha avuto mister Gatti in questa cavalcata? E cosa significa essere capitano di una squadra così importante?

“Credo che gli elogi non servano per il mister. I suoi numeri e le sue vittorie parlano chiaro, è di un’altra categoria. Posso solamente dire che è stato fondamentale per la nostra vittoria, anche quando le cose non andavano benissimo, soprattutto all’inizio, lui ci ha sempre tenuti sul pezzo, è sempre stato positivo e ci ha trasmesso la sua voglia di vincere. Per quanto riguarda la fascia invece, è stata più che altro un simbolo. Eravamo in tantissimi con esperienza e mentalità che potevano indossarla, e mai nessuno si è sentito sopra gli altri, abbiamo sempre combattuto fianco a fianco fino alla vittoria finale: un gruppo unico”.

Questa vittoria è il momento più bello della tua carriera?

“Sicuramente tra i più belli, senza dubbio. Avevo vinto già l’Eccellenza a Inveruno e sempre con mister Gatti, ma allora ero più giovane e non me l’ero goduta come adesso. Ora sono più maturo, ho più consapevolezza di quello che abbiamo fatto e ne sono estremamente orgoglioso. Non mi stancherò mai di dire poi, che il nostro pubblico è stata una notevole arma in più. Con la loro follia, con il loro calore e con la loro spinta ci hanno sempre dimostrato affetto incondizionato. Anche questo è stato diverso rispetto ad Inveruno, che era una società seguita si, ma prevalentemente da over 60. Quest’anno i ragazzi che ci seguivano in tribuna era come se fossero parte del gruppo, soffrivano e lottavano con noi, e alla fine hanno vinto con noi”.

Guardando alla tua carriera, ci può essere un piccolo rimpianto?

“Onestamente sì, dopo la Primavera con l’Atalanta e la Serie D con la Solbiatese, avevo firmato un contratto con il Casale in Lega Pro, ma purtroppo non ho mai avuto la possibilità di mettermi in mostra. Ancora oggi non riesco a capire la dinamica, ho giocato solo un paio di partite di Coppa e poi nient’altro. Credo che almeno una chance me la sarei meritata, poi ovviamente potevo anche non essere a livello, ma almeno mi sarei giocato le mie carte. Alla fine ho docuto e rescindere e ripartire, ma anche questo fa parte del calcio”.

L’obiettivo per l’anno prossimo?

“La mia volontà è quella di rimanere qui a Sant’Angelo a giocarmi la Serie D, magari anche con parecchi compagni con cui abbiamo vinto quest’anno l’Eccellenza, perchè sono stati top sia dal punto di vista calcistico che della persona. Ipoteticamente credo che questo gruppo avrebbe potuto fare un ottimo campionato in Serie D anche da quest’anno, magari non da vincere subito ma da giocarsela con tutti. Ribadisco, la mia volontà è quella di rimanere in questa grande società, poi vedremo quali saranno le scelte”. 

 

Francesco Nigro

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