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Serie D – Il duello tra Como e Mantova diventa dialettico. Parlano Morgia e Banchini

Como-Mantova è stata il match di cartello dell’ultima domenica di campionato in Serie D, e probabilmente uno degli atti più importanti di tutta la stagione del calcio dilettantistico nazionale.

La partita

I lariani, grazie alla rete messa a segno da Martino Borghese ad inizio ripresa, hanno preso il comando della classifica, vendicando il ko della gara di andata. Di notevole importanza anche l’autore del gol, quel Martino Borghese appunto che venne accolto con freddezza (eufemismo) dal popolo lariano causa qualche ruggine del passato.

La gara di andata, come detto, aveva rappresentato l’unico passo falso stagionale dei lariani, in vantaggio con Cicconi, ma poi ripresi dalle reti di Scotto e Altinier. In una conferenza stampa successiva, il tecnico della Pro Sesto Francesco Parravicini aveva sottolineato come il risultato fosse ingannevole, e che anzi fosse stato il Como a destare le maggiori impressioni.

Le parole di Massimo Morgia

Su un campo pesante, con un campionato ancora davanti, le schermaglie dialettiche sono proseguite inevitabilmente anche nel dopogara. Così Massimo Morgia in sala stampa: «Sul gol poteva esserci un mezzo fuorigioco. Sul rigore (richiesto da Altinier, ndr) ero troppo lontano. La cosa che non mi è piaciuta è l’eccessivo divario nei cartellini gialli, sei da una parte e due dall’altra. Siamo una squadra abbastanza tecnica, non certamente fisica».

Dalla direzione di gara, alla visione del gioco stesso: «Ti allungano sempre, sempre palla lunga, sempre palla buttata nella mischia, sono forti fisicamente e questo lo abbiamo sofferto. Non c’è rimedio quando gli altri giocano sempre in questa maniera. Non lo contesto, solo è difficile giocare contro chi la butta sempre là».

Le parole di Marco Banchini

Dal canto suo, il Como ha il successo, e la prima occasione sciupata con il rigore calciato alle stelle da Federico Gentile. E Marco Banchini idealmente risponde all’avversario: «Numeri alla mano, abbiamo dominato questa partita. In avvio siamo stati padroni del campo e la cosa migliore è stato aver reagito bene al rigore sbagliato. Abbiamo tirato in porta quattro volte, loro solo una. Ci sono state cinque azioni con otto passaggi, abbiamo quindi cercato di giocare il pallone».

Schermaglie, dialettica, prima del rush finale. Le differenze sono minime, ma il Como ha messo la freccia.

Alessandro Luigi Maggi

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