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Serie D | Legnano, Munafò: “Finiamo qui il campionato”

Il presidente del Legnano Giovanni Munafò, sul sito ufficiale della società lilla, si è espresso a chiare lettere sulla situazione che sta vivendo il “nostro calcio” (clicca qui per l’intervista integrale): “Spero che la Lega faccia definitivamente chiarezza, e c’è un modo solo per farla: decretare la fine anticipata del torneo, congelando la classifica. Parliamo di calcio mentre la gente muore e l’emergenza è assoluta, stiamo scherzando?”.

“Il calcio deve essere l’ultimo dei pensieri”

“Sia a livello professionistico che dilettantistico si cercano scappatoie per eludere le disposizioni del Ministero, che invece vanno rispettate rigorosamente se vogliamo uscire da questa situazione: pensiamo alla salute prima di tutto, poi alle aziende che chiudono e al collasso economico. Il calcio deve essere l’ultimo dei pensieri”.

“I problemi sono insormontabili”

“Gli allenamenti in certe condizioni sono possibili solo per le società professionistiche. E noi non lo siamo. E’ risibile la regola del metro. Nessuno sport può rispettare quella distanza tra gli atleti e il calcio è uno sport di contatto. Con l’intera Regione decretata come zona rossa, come faremmo a giocare in Trentino? Ci farebbero una deroga? E che accoglienza riceveremmo a Dro e Bolzano? Abbiamo poi giocatori che vengono dal Piemonte: in teoria non potrebbero venire qui ad allenarsi”.

“La Lega intervenga in modo definitivo”

“Pensiamo anche al risvolto economico. Perderemmo non solo gli incassi, ma anche gli sponsor. Se scoppiasse un caso di coronavirus dovremmo mettere in quarantena la squadra, la dirigenza e sanificare il campo. Io tengo al Legnano più di chiunque altro, ma prima di tutto vengono la vita e la salute delle persone. Abbiamo investito molto, ma preferiamo che la Lega intervenga in modo chiaro, definitivo e valido”.

“Tutto va fermato senza cercare recuperi dopo il 3 aprile”

“Finora abbiamo cercato di adeguarci in mille modi: ci siamo allenati col medico che misurava la temperatura ai giocatori, abbiamo evitato le docce, abbiamo cercato di tenere il metro di distanza, ma è ora di finirla, non ci sono più i presupposti per fare attività agonistica. Il calcio deve fare un passo indietro. Tutto va fermato senza cercare recuperi dopo il 3 aprile, per i quali non c’è il tempo necessario. Bisognava fermare tutto un mese e mezzo fa, facciamolo almeno ora”.

 

 

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