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Serie D: Seregno, Da Silva e Alessandro stendono il Breno. Gli Spartans agganciano la testa della classifica

Battendo nettamente il Breno, il Seregno si rilancia nella lotta alla promozione e, sfruttando le sconfitte di Crema e Real Calepina e il pari della Casatese, riconquista il primo posto al pari delle tre rivali.

La squadra di Franzini si mostra molto aggressiva fin da subito, soprattutto con un pressing feroce sul possesso palla in uscita dei difensori ospiti. Dopo pochi minuti gli azzurri reclamano un rigore per un fallo di mano evidente ma il Signor Robilotta non usa il fischietto.

Mentre il Breno rimane in costante affanno, il Seregno al nono minuto costruisce la prima grande occasione da gol: Ricciardo decolla e schiaccia di testa in porta ma colpisce il palo esterno alla destra di Tota. Quattro minuti dopo gli “Spartans” la sbloccano: Alessandro punta Manzoni e viene steso, rigore ineccepibile e Da Silva spiazza dal dischetto il N.12 avversario con freddezza da campione.

Col passare dei minuti la furia dei padroni di casa si placa ma la fase offensiva del Breno si riduce ad un nome e cognome: Alberto Libertazzi. Il numero 32 degli ospiti si batte come un leone su tutti i lanci lunghi che gli arrivano finchè, prendendo a sportellate l’intera difesa di casa, riesce ad arrivare a tu per tu con Lupu che però blocca in uscita.

Nel secondo tempo il Breno parte meglio e riesce a costruire qualche buona azione palla a terra, partendo spesso dai piedi di Tagliani, Lordkipanidze e Melchiori, senza mai riuscire però ad attivare l’impalpabile Triglia. Proprio nel miglior momento degli ospiti, arriva il raddoppio del Seregno in contropiede: Ricciardo lancia di prima Azzi (migliore in campo) e l’attaccante destro punta con decisione l’area a gran velocità e al momento giusto serve Alessandro sul secondo palo per un facile tap-in. Bellissima azione ma rimane qualche dubbio su un eventuale fuorigioco dell’attaccante.

Nella mezz’ora finale per il Breno e notte fonda, specie dopo l’espulsione di Melchiori per doppia ammonizione, la squadra di Tacchinardi appare il balia dello scoramento. Il Seregno amministra e si prende il lusso di mostrare qualche buona giocata individuale, in particolare del difensore centrale Nava e del solito Azzi, fino al triplice fischio.

La sosta appare quanto mai benedetta per entrambe le squadre: il Seregno ritrova la serenità, dopo la sconfitta di Crema, e può pianificare il resto della stagione. Il Breno ha bisogno di staccare per provare a spezzare un loop negativo dove anche la sorte ha voltato le spalle ai granata, mostratisi comunque volenterosi e in discreta forma atletica.

 Lorenzo Adonnino

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