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Serie D – Un Sondrio da salvezza, Omar Nordi come Bebeto Bertolini

Ventotto punti in ventidue partite, il fresco successo di Verano Brianza sul Seregno, e quella netta sensazione che sì, il Sondrio sia tornato ai fasti del 2014-2015, quando sotto la guida di Alberto Bertolini arrivò una bella salvezza.

Erano altri tempi, certo. Quel Sondrio venne ripescato tardivamente (la stagione ufficiale era già iniziata) dopo una lunga battaglia sul campo con il Ciserano. Era il Sondrio «dei Bertani», che nelle mani di Bertolini poi stupì tutti, raccogliendo 51 punti in 36 gare, più di Pro Sesto, Inveruno e Folgore Caratese.

Oggi come allora, la missione si chiama «stupire». Il testimone è passato a Omar Nordi, forte del grande lavoro fatto a Pavia, con le giovanili come con la prima squadra. E le differenze, tra il «durante» e il «dopo» dell’ex bomber professionista, si possono riconoscere nelle attuali difficoltà dei pavesi.

Sondrio comunque, nono in classifica, anche per quel 2-0 rifilato al Seregno sabato pomeriggio, con reti di Antonucci e D’Amuri. In campo, l’esperienza del portiere Guerci, il rilancio di ex prospetti come Mara e Baggi, il volere in fase offensiva di elementi da sempre noti in categoria, come De Respinis e Antonucci stesso.

Elementi eclettici e di valore, difficili da scoutizzare per qualsiasi avversario, che hanno massima copertura dalla panchina, come il regista Cannataro, il leader Della Cristina, i celebri Valtulina e Valente.

Eppure, nel dopogara di Verano Brianza, Omar Nordi non ha voluto parlare, contrariato dall’espulsione per proteste voluta dal direttore di gara. L’incoronazione arriva dal collega Fulvio Saini, in panchina per il Seregno in vece dello squalificato Andrea Ardito: «Il Sondrio ha vinto meritatamente. Volevano fare risultato e ci sono riusciti. Noi non abbiamo fatto niente per impedirglielo».

Alessandro Luigi Maggi

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