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Eccellenza | Stanislav Bahirov l’ucraino che sta risollevando Pavia. Da Donetsk a Padova sulle orme di Shevchenko

In casa Pavia, Stanislav Bahirov è l’uomo del momento. La doppietta al Verbano due settimane fa, la rete segnata domenica per il gol del pareggio nel derby contro l’Accademia Pavese. Il volto nuovo di casa Pavia sta risollevando i biancoblu. E ora si racconta, in un’intervista che parla del suo arrivo in Italia, i primi calci in Ucraina, l’idolo Shevchenko e le sue esperienze in Italia. Fatte di gol e di gioie, anche fuori dal campo.

 

I primi calci al … e la chiamata del Padova

Stanislav Bahirov è prodotto Shaktar. Classe 1998, ucraino di nascita, a maggio è approdato in Italia carico di entusiasmo. «A Donetsk ho fatto l’ultimo anno di settore giovanile, poi tramite il mio procuratore Edoardo Ermacora c’è stata la possibilità di venire in Italia. In Ucraina c’era la guerra, così ho colto l’occasione per provare un’altra avventura in Europa. Inizialmente sono venuto da solo, poi è arrivata anche mia mamma. Il suo arrivo è stato importante per darmi supporto e morale». Anche perché a Padova l’esperienza fu da gioie e dolori: «Arrivai carico di entusiasmo, in un amichevole segnai due gol e Pillon mi teneva in considerazione per la prima squadra. Mi sentivo pronto, quasi arrivato, ma la sfiga era dietro l’angolo: mi sono rotto il crociato».

 

La ripartenza a Grumello, il passaggio a Crema e l’approdo a Pavia

Stanislav Bahirov ripartì, così, da Grumello in Serie D. «Mi dissi che sarei tornato più forte di prima, a Grumello mi volle Giuliano Melosi che poi ho ritrovato per un po’ di tempo qui a Pavia. Nella bergamasca ho fatto bene, segnando 10 gol». E ricevendo, così, la chiamata del Crema: «Una squadra piena di campioni, ricordo Stankevicius e mister Porrini». Poi un nuovo approdo nella bergamasca, prima della chiamata invernale del Pavia: «Un ambiente bello e unico, sia in spogliatoio che in campo. Per non parlare della piazza. Mi piace giocare in posti dove il calcio è sentito in questo modo, la notizia che torneremo al Fortunati ci darà sicuramente una spinta ulteriore».

 

L’idolo Shevchenko, la nascita di Emma e un Pavia da riportare in alto

Lo stato WhatsApp di Stanislav Bahirov è composto solo e soltanto da un numero: il 7. «Il motivo è semplice. Shevchenko in Ucraina è un’istituzione. È il mio idolo, mi sono sempre ispirato a lui nel modo di giocare». Bahirov tifoso di Sheva, ma da diciannove mesi Stanislav ha una tifosa in più: «Mia figlia Emma, sempre presente alle partite. A Padova, nella sfortuna dovuta al calcio, ho avuto la fortuna di conoscere Evelina, che nel corso di questi anni è diventata mia moglie». E ora la testa va al Pavia: «Voglio fare bene, per me e soprattutto per la squadra. Sogno ancora il grande calcio e di conseguenza spero di portare il Pavia più in alto possibile. Ringrazio il presidente Nucera, il direttore Menicucci e tutti i tifosi. Insieme a loro vogliamo risollevarci».

Paolo Andrea Zerbi

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