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Varese, tra passaggio di proprietà (slittato) e utenze staccate. Domenica si gioca, ma in che condizioni?

Varese tra passaggio di proprietà, campo e… baratro. Passano gli anni, otto son lunghi. Adriano Celentano parlava così di un ragazzo che lasciava la campagna per la città, con la voglia di diventare grande. In casa Varese la situazione è ai limiti del paradosso, visto che in dieci giorni di nuovo anno (solare) c’è sempre una novità. E quasi mai positiva.

 

PASSAGGIO DI PROPRIETA’Claudio Benecchi cede il Varese Calcio ad Enrico Fadani. La lettera arrivò nei primi giorni di gennaio e sembrava il passo successivo alle dichiarazioni dello stesso Benecchi nell’immediato post partita della finale di Meda, quando il Varese alzò al cielo la Coppa Italia Eccellenza. Eppure… E’ passata poco più di una settimana e non solo il passaggio di consegne non c’è stato, ma proprio Fadani ha inizialmente pigiato il piede non sull’acceleratore bensì sul freno. Non uno stop, ma una frenata, questa sì. Il motivo? Il nuovo proprietario non si fiderebbe della situazione in casa biancorossa, ma il dubbio sorge visto che l’ingresso dello stesso Fadani in società era antecedente (e non di poco) alla finale di Coppa Italia. Sia ben chiaro, è giusto che in una situazione così complicata ci sia il più classico dei “pagare moneta, vedere cammello” seppur all’incontrario. Ma intanto il tempo latita e portare un passaggio di proprietà sempre più vicino ai tempi delle scadenze non è mai la cosa più razionale.

 

VERTENZE E PAGAMENTI – Anche in questo caso, Varese non è certo nella situazione più tranquilla. Anzi, il rischio è quello che la partita di domenica contro il Verbano non si disputi a Masnago per mancanza di acqua. Non solo, anche al centro sportivo di Varesello è stata staccata corrente e gas, tanto da costringere i giocatori prima in palestra poi ad allenarsi sul campo di Calcinate (ma anche qui, non senza problemi). Le ultime davano un Varese non più in esilio ma a Masnago per la prima giornata del girone di ritorno, ma il Comunicato Ufficiale di giovedì 10 gennaio ha smentito tutti: biancorossi di scena a Lavena Ponte Tresa, sul campo di casa dell’Olimpia per la sfida contro il Verbano. Un allacciamento delle utenze “pro-tempore”, anche in questo caso in attesa di capire gli eventi. Bollette da pagare e non solo, visto che gennaio è anche il mese delle vertenze. Prima quelle di Palazzolo, Zazzi e Arca, poi quelle di tutti i giocatori della stagione 2017/2018 e dell’annata 2018/2019. Una somma che supera i centomila euro e che, se non saldata, porterà ad una penalizzazione (anche pesante) in classifica. Non solo. Perché da qui a fine stagione bisognerà comunque saldare le vertenze, pena l’impossibilità di iscriversi alla prossima stagione sportiva.

 

IL CAMPO – Paradossale parlare di calcio giocato, ma c’è un Varese che nonostante tutto questo si allena. E vince anche. Lo hanno dimostrato i giocatori e l’allenatore Manuele Domenicali nella partita di Meda e in questi giorni del 2019. La pazienza potrebbe comunque avere un limite, certo è che l’onore per chi ha dimostrato di essere professionista fino in fondo non può non essere citato. Come detto, però, qualcuno ha già lasciato o potrebbe lasciare. Lo ha fatto Piqueti prima della finale di Coppa Italia. Lo ha fatto Vegnaduzzo e anche le situazioni di Etchegoyen ed Improvola sono tutte da monitorare, visto che i giocatori non sono rientrati dall’Argentina. È tornato, invece, seppur con qualche giorno di ritardo il capitano Idrissa Camarà atterrato mercoledì 9 gennaio a Malpensa. L’interrogativo sul futuro resta, così come il dispiacere per una squadra che ha dimostrato di poter lottare in ogni partita e saper anche alzare al cielo un trofeo. Il ragazzo della via Gluck ne fece di strada in otto anni. A Varese gli anni passano e la situazione è sempre la stessa, se non peggiore. E non certo per colpa di chi quella maglia e quei colori li indossa o li idolatra.

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