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Verbano, Barbarito voce fuori dal coro: «Chi vuole giocare dovrebbe vergognarsi»

La decisione del governatore della Lombardia Attilio Fontana di sospendere il calcio a livello dilettantistico regionale ha sollevato molte polemiche. Il Crl ha chiesto un incontro urgente e l’adeguamento all’ultimo Dpcm, mentre le società del varesotto hanno mandato una lettera congiunta in Regione per chiedere la revoca dell’ordinanza. Un club che non l’ha firmata, però, è stato il Verbano. «Non è possibile pensare di tornare a giocare in queste condizioni» rivela il presidente Pietro Barbarito. «I casi sono in aumento e se ne sono verificati diversi anche all’interno delle squadre».

Prudenza

Barbarito è sempre stato in prima linea nella lotta ai contagi. Ad agosto, quando ancora non c’era ancora un protocollo chiaro, ha fatto sostenere un tampone a tutti i giocatori, sobbarcandosi le spese. Sull’argomento il numero uno rossonero è durissimo. «Tutti i dirigenti che hanno mandato la lettera in Regione dovrebbero vergognarsi – spiega – perché si deve prima tutelare la salute. I giocatori sono giovani e se contraggono il virus lo possono superare, ma se lo portano in casa, dove ci sono persone anziane, è la fine». Barbarito, poi, risponde anche a chi sostiene che la maggior parte dei contagi avvenga fuori dal calcio. «In questo periodo abbiamo assistito a diversi rinvii per casi di Covid, noi stessi abbiamo un giocatore positivo – confessa – parlo anche contro i miei interessi perché è difficile pensare di mandare avanti un club dilettantistico senza giocare, ma ora bisogna procedere con prudenza».

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