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Le parole del presidente del Verbano e del direttore sportivo della Rhodense

In Lombardia sono state 21 le società che hanno deciso di non aderire alla ripresa del campionato di Eccellenza. Nel girone A sono state 3 le squadre che hanno preso questo tipo di decisione: Calvairate, Verbano e Rhodense. Abbiamo raggiunto telefonicamente il presidente del Verbano, Pietro Barbarito, e il direttore sportivo della Rhodense, Pasquetti, per saperne di più in merito a questa scelta.

Barbarito, dopo aver spiegato che per lui la cosa più importante è la salute, ha anche espresso qualche perplessità in merito a questa ipotetica ripartenza visto la criticità del periodo che stiamo vivendo: “Prima la salute e poi il calcio, prima la salute e poi il divertimento. Sono anche padre e non mi sembra il caso di mandare allo sbaraglio dei giocatori per due mesi di campionato: la mia coscienza mi ha detto di fare così. Per me la morte non è l’impossibilità di vedere un pallone rotolare sul rettangolo verde, per me è ben altro. Non ci sono assolutamente le condizioni per ripartire, chiudono le scuole e apre il calcio, è una contraddizione. Tuttavia, l’ultima parola spetta al comitato scientifico, io sono convinto che non si ripartirà“. Il presidente del Verbano ha inoltre comunicato quali sono state le reazioni dei giocatori e del mister in seguito a questo tipo di scelta: “Il mister ha condiviso in pieno la nostra scelta. Per quanto riguarda i giocatori invece, la maggior parte di loro ha tanta voglia di giocare ed è giusto così, proprio per questo sono disposto a mandarli a giocare in prestito come ho già fatto con Picozzi per esempio. Sono stati tanti anche i giocatori saggi che mi hanno detto che condividono in pieno questo tipo di scelta perché anche loro preferiscono salvaguardare la salute dei propri cari“.

Anche il direttore sportivo della Rhodense Pasquetti ha toccato diverse tematiche durante questa intervista, a partire dai motivi fondanti di questa scelta, per arrivare al commento su tutte quelle società che hanno deciso di ripartire nonostante tutto: “La decisione presa questa domenica è stata una delle scelte più difficili che ho dovuto prendere durata la mia vita calcistica, abbiamo però deciso di percorrere la stessa strada intrapresa negli scorsi mesi. Si tratta di una scelta etica, negli scorsi mesi lo abbiamo sempre detto: prima di tutto viene la salute. Ciò che mi meraviglia di più è che ci sono state diverse società che hanno battagliato per riprendere vantando di avere giocatori che vivono di calcio: siamo dilettanti e non deve essere così. Mi sembra inoltre assurdo dover assistere alle lamentele di tutte quelle società che hanno spinto per giocare e ora, ancora prima della pubblicazione dei gironi, fanno delle illazioni sul fatto che possa finire in un determinato girone: essendo rimaste in 33 ci sarà per forza di cose una grande dislocazione geografica. Nel nostro comunicato abbiamo specificato che non si tratta solo di una scelta economica, è da ieri che ci arrivano solo attestati di stima, ma non era quello il nostro obiettivo. Da noi ci sono tante persone anziane che danno una mano e rischierebbero tantissimo. Per quanto riguarda la reazione del mister e dei giocatori, hanno dimostrato un grande attaccamento alla maglia, con qualcuno abbiamo avuto una scambio di vedute, i più vecchi sono i più preoccupati anche perché hanno già perso un anno di calcio giocato, noi comunque daremo la possibilità di partire a tutti quelli che lo vorranno”.

(foto: varesesport.com)

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