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Real Calepina Serie D, l’intervista al nuovo direttore sportivo Giuseppe Nervi: “Mi ha convinto il progetto nella sua globalità. È stato difficile lasciare la Cisanese”

Lo scorso 3 giugno ha inizato ad operare alla Real Calepina il nuovo direttore sportivo Giuseppe Nervi. Un’opportunità nata a fine maggio, dopo sette anni alla Cisanese e tre al Verdello Intercomunale. Si presenta ora un nuovo inizio e una nuova esperienza per Nervi, che è stato incaricato di allestire una squadra che possa raggiungere gli obiettivi della società per la prossima stagione nel campionato di Serie D.

Come è nata l’opportunità di legarti alla Real Calepina?

“È nata a fine maggio, quando ho ricevuto una telefonata dal direttore generale Andrea Baretti, cui ha fatto seguito un primo incontro con lui e poi un secondo colloquio con la proprietà. L’annuncio ufficiale è avvenuto venerdì 3 giugno, data da cui ho cominciato ad operare per la Real Calepina”.

Cosa ti ha convinto del progetto?

“Mi ha convinto il progetto nella sua globalità, propostomi dal direttore generale Andrea Baretti e dalla proprietà, rappresentata da Marco Scaburri e da Alberto Vescovi. Il programma comprende una riorganizzazione societaria, nella quale è prevista la mia figura da un punto di vista gestionale, operativo e tecnico. Sono contento di queste prime settimane di lavoro, che si sono svolte in un clima armonioso, collaborativo e sereno in società”.

Dopo un’esperienza di 10 anni in Eccellenza e Promozione, ecco la Serie D. Che cosa ti aspetti?

“Sì, è la mia prima volta in serie D, dopo nove anni trascorsi in Eccellenza come direttore sportivo, due al Verdello Intercomunale (più uno in Promozione) e sette alla Cisanese. È una categoria che ho sempre seguito, osservando partite e visionando giocatori. La mia aspettativa è di raggiungere l’obiettivo che si è posto la società, ovvero la salvezza, che equivale ad un ulteriore consolidamento e radicamento della nostra formazione in categoria. Da un punto di vista personale, c’è la voglia di misurarsi in un palcoscenico per me nuovo e stimolante”.

Sei soddisfatto del mercato fino ad ora?

“Tutti gli innesti in organico sono stati curati con grande attenzione, privilegiando la funzionalità delle caratteristiche di ogni giocatore al progetto tecnico di mister Capelli. Abbiamo inserito alcuni interpreti di esperienza, ma molto si è investito su giocatori di prospettiva, da poco usciti dalla regola, che io ritengo possano affermarsi in categoria, oltre a vari profili giovani di qualità. Il nostro mercato, che non è ancora concluso, ha seguito questa politica. Ringrazio i giocatori della passata stagione che hanno dato la disponibilità alla prosecuzione del proprio rapporto con la Real Calepina. Rappresentano un gruppo che ha già dato garanzie importanti in termini di valori tecnici e umani, da cui ripartiamo e su cui abbiamo modellato la squadra”.

Dove può arrivare la Real Calepina nel prossimo campionato?

“L’obiettivo della Real Calepina, che comincerà a lavorare da mercoledì 20 luglio, è confermare la categoria. Come dicevo, diventa prioritario per noi costruire un gruppo coeso, compatto, che comprenda questo indirizzo e che lavori per il suo raggiungimento, pronto a dare battaglia e capace di strappare punti su ogni campo. Ci sarà da lottare, lo sappiamo, per questo abbiamo inserito in organico giocatori motivati, che riteniamo funzionali a questo tipo di percorso. Lo stesso allenatore Capelli, alla prima esperienza alla guida di una prima squadra dopo una grande carriera da calciatore, e i membri del suo staff tecnico sono tutti giovani, qualificati e fortemente determinati. C’è entusiasmo e voglia di fare, che si respira anche nella società. Siamo desiderosi di partire”.

Che cosa ti porti dell’esperienza alla Cisanese? È stato difficile lasciare la società bianconera?

“Per me è stato difficile lasciare la Cisanese, perché nei sette anni di lavoro da direttore sportivo ho stretto dei rapporti che vanno oltre la dimensione professionale, di amicizia, che rimangono nel tempo. Sono molto legato affettivamente all’ambiente e alle sue persone, che ringrazio perché rappresentano una pagina importante del mio percorso, che mi hanno dato tanto e che mi porterò sempre dentro. Lascio una società fortemente radicata in Eccellenza, che è cresciuta gradualmente da un punto di vista organizzativo, tecnico e strutturale e che rappresenta un punto di riferimento in ambito agonistico e sociale per il territorio”.

Christian Spada

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